La manifestazione
Bilancio consuntivo sempre più a rischio
Dopo le dichiarazioni pessimistiche del commissario prefettizio rincara la dose il capo commissione Oliviero Franceschi
PESCIA. «Non so nemmeno se riesco a farlo il bilancio». Diceva così il commissario Vittorio De Cristofaro durante il consiglio comunale dello corso 10 marzo, mentre valutando la delicata questione del Mercato dei Fiori. Dichiarando di avere dovuto fare la “questua” in Regione. E quanto alla compartecipazione del Comune, ironizzava paragonando l’ente da lui guidato a colui che, a un pranzo in cui ciascuno porta qualcosa, avrebbe potuto portare solo la fame.
Le medesime preoccupazioni venivano ribadite quando, nell’affrontare la questione della vendita del depuratore, paventava al consiglio il rischio di dissesto qualora l’operazione non fosse andata a buon fine. L’alienazione adesso è stata conclusa, ma il ricavato della vendita non ha almeno per il momento le caratteristiche di “esigibilità”: i soldi sono in deposito dal notaio che ha rogato l’atto, vincolati all’esito del ricorso davanti al tar , di cui non si conoscono le tempistiche.
Insomma, in queste settimane a Palazzo del Vicario si sta lavorando alacremente alla chiusura del bilancio consuntivo, ma le difficoltà sono tante e questo nonostante l’operazione di spending review avviata dal commissario già dai primi giorni dal suo insediamento.
«Sono anni che dico che i bilanci non sono lo specchio della reale capacità di spesa di questo Comune – sottolinea il consigliere Oliviero Franceschi – ma si è continuato a sbandierare milioni di euro come se piovesse, mentre in realtà il fallimento dell’ente è sempre più vicino».
In qualità di presidente della commissione consiliare “Controllo linee programmatiche”, Franceschi sta predisponendo una relazione che andrà a corredo del bilancio consuntivo e nella quale sottolinea come dal 2016 a oggi, non c’è un bilancio che non sia stato analizzato e massacrato dalla Corte dei Conti.
«Fare un bilancio che rispecchi davvero ciò che Pescia può programmare di spesa è l’unica certezza che abbiamo, perché a redigerlo sarà il commissario, che non scaricherà mai i numeri mancanti sulla famosa favoletta del recupero dell’evasione. Ma chi ha certificato i bilanci fino a oggi se ne rendeva conto che questi erano fatti ad arte? Non ho letto un parere negativo su questi o sulle numerose variazioni che nel corso della legislatura sono state portate al voto. Il commissario fatica a chiudere nonostante tagli tutto ciò che può essere tagliato e spalmi ciò che può essere spalmato».
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