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Giornata di fuoco 

L’ombra del piromane: altri due roghi. Fiamme sulla montagna pesciatina

Maria Salerno
L'incendio
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L'incendio

Protezione civile, elicotteri e aerei in azione alla Madonna del Tamburino. Nel pomeriggio un secondo incendio al Goraiolo  

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PESCIA. Ci sarebbe la mano di un piromane dietro gli incendi che hanno funestato, in questi giorni, i boschi della montagna pistoiese. In particolare, nella giornata di ieri si sono sviluppati due grossi roghi, uno nel comune di Pescia, in località Madonna del Tamburino, a pochi chilometri da San Quirico di Valleriana, e l’altro nel comune di Marliana, in località Goraiolo.

Al Tamburino si è trattato di un incendio “reinnescato” a causa del forte vento di tramontana. Il gruppo comunale di protezione civile, infatti, era già intervenuto nella notte di venerdì, domando le fiamme che avevano già divorato un’estesa porzione boschiva: si stima intorno ai 18 ettari, soprattutto lecci e castagni. Fin dal mattino di ieri è stata messa in campo una poderosa macchina di intervento, ma le operazioni di spegnimento sono state complicate dalla difficoltà di accedere alla zona, particolarmente impervia e non raggiungibile da mezzi via terra.

Per questa ragione è stata attivata la procedura di coordinamento assistito che ha previsto l’arrivo sul posto di figure specializzate e la divisione in settori della zona percorsa dalle fiamme. Due elicotteri, con numerosi lanci, hanno tentato in tutti i modi di contenere la propagazione del fronte. A questi si sono aggiunti, in seconda battuta, due canadair per provare a spegnere l’incendio prima del tramonto. Seppure a fatica, a terra, 20 squadre di volontariato Aib – tra cui il gruppo di protezione civile di Pescia, la vab di Uzzano e operai forestali dell’Unione dei Comuni dell’Appennino pistoiese – hanno operato con attrezzi manuali.

Già dal pomeriggio di ieri è stato previsto dai direttori delle operazioni del sistema regionale l’ulteriore invio di squadre per le operazioni di bonifica e di controllo che sono poi proseguite tutta la notte.

Il presidente della Regione, Eugenio Giani, in un post su facebook, ieri pomeriggio, ha scritto di essere stato in costante contatto con la sala regionale e ha ringraziato tutti gli operatori e i volontari per gli sforzi compiuti.

Sull’altro versante, a Goraiolo, l’incendio che inizialmente si era sviluppato da una zona di sterpaglie, sempre con le stesse dinamiche verificatesi al Tamburino, a causa del forte vento si è presto esteso al bosco adiacente. Sul posto sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco, con mezzi boschivi, e un’autobotte e tre squadre del sistema Aib della Regione, per un totale di 15 persone. Anche in questo caso la sala operativa unificata della Regione ha inviato sul posto un elicottero antincendio per le operazioni di spegnimento.

Si sono rincorse, per tutta la giornata di ieri, le ipotesi di origine dolosa dei roghi.

Inoltre, alcuni residenti, che fin dal mattino presto hanno seguito con apprensione le operazioni di spegnimento, hanno sottolineato come molti continuino a dar fuoco alle sterpaglie all’interno dei propri poderi, ignorando il divieto regionale e sottovalutando i rischi dovuti al vento. Anche i vigili del fuoco hanno ricordato che la Regione ha istituito fino domenica 27 marzo il divieto assoluto di abbruciamento a causa delle attuali condizioni climatiche.

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