Il Tirreno

Montecatini

Prociv sotto le bombe fra i bambini orfani. «Li porteremo da noi per una vacanza»

Simona Peselli
Ivano Lucchesi insieme alla direttrice e ai bambini dell’orfanotrofio: l’associazione si attiverà per portare in Valdinievole i piccoli ospiti per un periodo di vacanza lontani dai pericoli della guerra
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Ivano Lucchesi insieme alla direttrice e ai bambini dell’orfanotrofio: l’associazione si attiverà per portare in Valdinievole i piccoli ospiti per un periodo di vacanza lontani dai pericoli della guerra

Arrivati a destinazione a Frankivs’k con il loro carico di aiuti alimentari e medicinali Ivano Lucchesi e il suo gruppo

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CHIESINA UZZANESE. Le prime ore dell’alba hanno lasciato sul campo quasi cinquanta morti nella zona dell’aeroporto di Ivano-Frankivs’k, città del nord ovest dell’Ucraina che si trova a un centinaio di chilometri da Leopoli. Missili e cannonate anche nella zona occidentale, verso il confine con l’Ungheria e la Romania. Sirene di allarme e bombe. Questo, ieri, è stato il “comitato di accoglienza” per Ivano Lucchesi e il suo gruppo, partiti da Montecatini e impegnati nella seconda missione umanitaria della Prociv Arci di Chiesina Uzzanese.

Sui loro mezzi, medicinali, vettovaglie, prodotti a lunga conservazione e un defibrillatore, e anche cibo per gatti e cani. Ma l’incontro più emozionante per il gruppo Prociv è stato senza dubbio quello avvenuto ieri con i piccoli ospiti dell’orfanotrofio, 25 bambini e bambine dai sei mesi ai 15 anni. Nelle mani della direttrice della struttura, sono stati consegnati gli aiuti materiali e il denaro arrivati fin là dalla Valdinievole.

«I bambini hanno paura, sono terrorizzati dalle bombe – racconta Ivano Lucchesi – Non riposano bene e sono molto preoccupati. Immediatamente ho voluto dare la nostra disponibilità per invitarli in Italia per una vacanza».

La struttura dell’orfanotrofio che ci descrive Lucchesi è pulita e tenuta molto bene. E i piccoli ospiti sono affezionati a quella che per loro è casa.

«Ma in questo momento sono veramente in pericolo – aggiunge il presidente della Prociv Arci – non è sicuro lasciarli in quella zona. Per questo mi sono offerto di far trascorrere loro un periodo in Valdinievole. In questo modo non rischierebbero la vita e potrebbero pensare ad altro».

Spostare un intero orfanotrofio non è così semplice, si tratta di bambini anche piccolissimi e di personale.

«Ci sono regole da seguire – spiega Federica Rastelli, assessore al Sociale del comune di Montecatini – soprattutto quando si tratta di minori. Comunque ci stiamo occupando di come poter intervenire per aiutare i piccoli».

I farmaci trasportati sui furgoni dalla Valdinievole sono stati consegnati anche agli ospedali.

«È una grande soddisfazione per noi essere riusciti a fare queste consegne – precisa Lucchesi – Stavolta non è stato semplice. Siamo capitati proprio nel pieno del bombardamenti. Per strada, carri armati, camion militari, posti di blocco ovunque. E poi le sirene. Sempre accese per segnalare il pericolo. Un suono assordante che ti scoppia i timpani. È incredibile vedere queste persone e mi chiedo come possano tutti i giorni cercare di condurre una vita che normale non è. C’è una tensione che trapela da ogni parte».

Nel giro di una settimana la situazione è peggiorata. Anche la gente che non ha potuto, oppure voluto, lasciare il paese è consapevole di rischiare la propria vita in qualsiasi momento. Un cecchino, una granata, i civili sembrano essere diventati le prede preferite.

«Anche se siamo partiti venerdì e abbiamo impiegato una giornata per poter entrare in Ucraina, subendo una fila interminabile alla frontiera con la Polonia non ci siamo fermati mai – dice Lucchesi – Avevamo premura di consegnare il prima possibile quello che era sui furgoni. L’accoglienza del popolo ucraino nei nostri confronti è quasi fraterna. Sono grati a chi come noi decide di mettere a repentaglio la propria vita pur di aiutare un popolo vittima di una guerra sanguinaria».

Quasi tutte le città ucraine sono allo stremo. Manca tutto. Dall’acqua potabile, al cibo, alle medicine.

«Non abbandoneremo nessuno – promette Lucchesi – Continueremo con i nostri viaggi, Neppure le bombe ci fermeranno. La paura e il timore quando c’è da aiutare la gente vanno lasciati per un altro giorno. Oggi bisogna andare avanti. Grazie a tutta la Valdinievole che sta continuando a donare: la collaborazione dei cittadini è veramente indispensabile».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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