Toscana
Dopo la pandemia e la guerra in Ucraina gli hotel di Montecatini tornano a fare i conti con i gruppi di turisti
Stanno arrivando anche comitive di americani, ma con prenotazioni “sotto data” che non aiutano la programmazione
MONTECATINI. Tornano i gruppi a Montecatini e timidamente si sono già presentate gite di americani che non si vedevano più dall’inizio della pandemia. Non si tratta di grandi numeri, ma meglio che nulla.
Se non sbarcano a frotte gli americani, ormai la città può definitivamente dare l’addio a quella fetta “spendacciona” dei Russi che tanto riuscivano a riempire le casse di imprenditori e commercianti. «Sicuramente il mercato russo e quello ucraino che aveva prenotato prima della guerra – spiega Carlo Bartolini presidente Federalberghi Apam – non esiste più. Erano attesi per fine marzo. Tutto cancellato. Vivremo un’assenza di questa importante clientela. Utilissimanon solo per gli alberghi, ma anche per tutto l’indotto commerciale. Questi ospiti che frequentavano assiduamente e con fedeltà da un decennio le nostre Terme, ecco che spariranno».
Una fetta di mercato annullata prima dalla pandemia e poi dalla guerra. «È un ulteriore problema che si somma al post pandemia – aggiunge Bartolini –. I turisti italiani prenotano sotto data come quelli europei, e questo comportamento causa una difficile programmazione».
Stanno tornando i gruppi, quelli che arrivano con i pullman, con il rispetto delle regole. «Arrivano dall’Italia, ma non solo. Anche dall’Europa e dall’America. Scordiamoci, però, i numeri del periodo pre pandemia – aggiunge il presidente –. Non c’è dubbio che la politica dei prezzi sia varia. Ci sono gruppi “molto buoni”, come altri meno. Ma la quantità non è paragonabile a quella di una volta. Si tratta di una ripresa estremamente lenta, incerta, sempre con prenotazioni sotto data. Le prime richieste riguardano in modo specifico il periodo di Pasqua. Pochissimo per l’estate. Siamo in presenza di un mercato fortemente stagionalizzato».
Gli eventi sportivi, come le manifestazioni, il mercato russo, permettevano una programmazione nei mesi. «Ora è basato sull’incertezza, da qui derivano una serie di complicazioni nella gestione dell’albergo e nelle assunzioni – afferma Bartolini –. Non siamo tranquilli. Ci vuole molto coraggio a lavorare come imprenditori, ma noi ci siamo e cercheremo di fare il nostro mestiere».
A Pasqua riapriranno molte strutture. «A parte alcune in cui ci sono i lavori oppure sono in fase di procedure varie, spero che la maggior parte spalancherà le porte alla nuova stagione – continua Bartolini –. Ci saranno quelli che valuteranno la convenienza di riaprire oppure no, che è di tipo imprenditoriale. Non dimentichiamo gli aumenti esorbitanti dei consumi come acqua, luce e gas».
Voglia di ricominciare fra tante incertezze. Fabio Cenni, presidente Assohotel Confesercenti, conclude dicendo: «Sarà sicuramente un anno difficile. Non soltanto i russi, ma anche gli europei non stanno circolando più di tanto. Da aprile in poi c’è calma piatta per quanto riguarda gli ospiti individuali. Ci sono i gruppi, che l’anno scorso non c’erano. Solo il tempo svelerà cosa ci aspetta».
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