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Fugge dalle bombe per 1.600 chilometri e dopo poche ore dà alla luce suo figlio

Ora il piccolo Dennis, nato all’ospedale di Pescia, è ospite con i genitori e il fratellino in casa di parenti a Lamporecchio 


08 marzo 2022 Simona Peselli


LAMPORECCHIO. Ha viaggiato nella pancia della mamma per oltre 1.600 chilometri, con il babbo al volante dell’auto che li portava via dalla guerra. Fino a Lamporecchio. Appena in tempo. Perché poche ore dopo, venerdì mattina, è venuto alla luce, all’ospedale di Pescia. Al momento Dennis è il più piccolo rifugiato ucraino della Valdinievole, ed è già diventato il grande amore di parenti, amici e vicini di casa. Al caldo nel suo lettino, circondato dall’amore di tutti i parenti più cari. A partire da mamma Halina, 33 anni, ragioniera, e babbo Sergii, 43 anni, autista.

E poi la zia, lo zio, le sorelline e le cuginette. Dennis non lo sa, e lo scoprirà soltanto da grande, ma lui è già divento famoso. E la sua nascita rappresenta qualcosa di straordinario: nonostante tutto, la forza e la speranza di andare avanti, anche oltre la paura. Ci potranno essere altre migliaia di guerre, ma la vita continuerà.

Venerdi 4 marzo, alle 7,34, il vagito di questa creatura arrivata da tanto lontano è stata una folata di aria fresca all’ospedale di Pescia diretto dalla dottoressa Lucilla Di Renzo. Denis è nato con un parto naturale, pesa 3 chili e 780 grammi. E alla spalle ha già una fuga dalla guerra. Mamma, babbo e fratellino (Artemi, 4 anni), sono partiti da Ternopil in macchina, per un viaggio della speranza verso la Toscana. Con loro, i nonni, e, in un’altra macchina, un’altra donna con i suoi tre bambini, due gemelle di nove anni e un maschio di 16, che è fuggita dalle bombe di Kiev lasciando il marito in patria a combattere. Dieci persone che adesso hanno trovato accoglienza nella casa della zia, a Borgano, frazione di Lamporecchio. La zia, Mariya Drach, conosciuta come la brigidinaia ucraina, abita in paese da vent’anni.

«Quando sono arrivati tutti – racconta la figlia Oxana – è stata per noi una vera gioia. Saperli al sicuro e lontani dalla guerra è stato impagabile».

Il viaggio per l’Italia non è stato semplice. «La mia amica è ginecologa – afferma Oxana – e si è resa conto che per Alina, che era alla 39ª settimana, il momento del parto sarebbe potuto arrivare da un momento all’altro. C’era il rischio che il bimbo nascesse in auto».

Ma adesso, finalmente, sono tutti al sicuro nella casa di Lamporecchio. «Provvisoriamente ci siamo sistemati in questo modo – continua Oxana – Ma dal momento che dovranno fermarsi qui speriamo che il Comune ci dia una mano offrendo loro un’abitazione».

Intanto i primissimi aiuti li hanno dati loro i vicini di casa e i cittadini di Lamporecchio. «È stato meraviglioso – aggiunge Oxana – sono arrivati con il lettino, la carrozzina, abitini per il piccolo e giocattoli per gli altri. Un affetto così grande non la immaginavamo».

Anche il primo cittadino Alessio Torrigiani ha espresso la sua gioia: «La comunità di Lamporecchio ha risposto subito alle necessità che in questo momento ha il popolo ucraino. Con quello spirito solidale, spontaneo che da sempre contraddistingue la comunità di Lamporecchio. Quando le persone hanno avuto bisogno noi abbiamo sempre risposto. Sono come sindaco e come uomo orgoglioso della mia gente. Accogliamo con affetto questa famiglia che si porta dietro un lieto evento come la nascita di un bambino. Iniziamo così, ma non ci fermeremo con gli aiuti».

Il presidente della Regione Eugenio Giani ha mandato un messaggio alla famiglia: «Benvenuto piccolo, nato all’ospedale di Pescia da una mamma fuggita dalla guerra in Ucraina. Grazie ai nostri operatori della sanità e accoglienza. La Toscana ha un cuore grande».

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