Attenzione
Il brigidino ora è “prodotto tipico toscano”
Il caratteristico dolce di Lamporecchio inserito nella lista regionale con tanto di ricetta ufficiale e marchio di qualità
LAMPORECCHIO. I brigidini di Lamporecchio sono stati inclusi fra i “Prodotti agroalimentari tradizionali della Toscana” l’elenco regionale che riconosce uno status di tipicità agli alimenti più rappresentativi del nostro territorio. Questa lista, aggiornata di anno in anno, comprende, per il 2021, 464 prodotti, suddivisi in 9 categorie.
Il brigidino rientra nella sezione “paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria”, e raggiunge quindi la sua prima certificazione ufficiale.
Originario di Lamporecchio come dolce tipico dei momenti di festa e di aggregazione, il brigidino è diventato, sin dal secolo scorso, l’ambasciatore più conosciuto della cittadina del Montalbano, grazie soprattutto al lavoro di tanti “chiccai” ambulanti che lo hanno fatto conoscere ovunque. Con il passare del tempo, tuttavia, i tentativi (più o meno riusciti) di plagio si sono moltiplicati, spingendo sia i principali produttori che l’amministrazione locale di Lamporecchio a varare un progetto di tutela.
A dare l’input a questo processo di identità, è stata l’assessora al commercio e alle attività produttive Stella Volpi, coadiuvata da Cinzia Chinni e Veronica Allori del suo staff. La prima tappa di questo impegnativo percorso, è stata quella del confronto con le principali realtà produttive di questo dolce dal retrogusto d’anice, ottimo con il caffè e con i liquori da compagnia. Al tavolo di concertazione sono quindi intervenute le ditte Rinati, Bianchi e Carli, oltre che alcuni rappresentanti dei brigidinai ambulanti e le associazioni di categoria. «Da questo incontro – ha precisato l’assessora Stella Volpi – abbiamo avuto chiare le difficoltà che avremmo incontrato se fosse stata scelta la strada del riconoscimento Igp. L’Indicazione geografica protetta viene attribuita dal ministero delle Politiche agricole ma l’iter è a carico praticamente esclusivo delle ditte produttrici, che avrebbero dovuto sopportarne i costi. Per questo motivo – conclude l’assessora – abbiamo preferito seguire la strada che ci ha consentito di includere il brigidino nella lista regionale dei prodotti agroalimentari tipici. È stata infatti redatta una ricetta ufficiale di concerto con tutti i soggetti coinvolti nella produzione e inviata all’apposita autorità regionale, che ha provveduto a registrarla come quella del “vero brigidino di Lamporecchio”, riconoscibile da tutti con apposito marchio e dicitura».
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