Gioco
Diana e Ido, 63 anni insieme per la coppia del mitico Bar Ilio
Ai tempi d’oggi, 63 anni di matrimonio, sono roba da guinnes dei primati. E se, come in questo caso, una buona fetta sono trascorsi fianco a fianco dietro il bancone di un bar, sono meglio di una vera e propria palestra di vita
MONTECATINI. Ai tempi d’oggi, 63 anni di matrimonio, sono roba da guinnes dei primati. E se, come in questo caso, una buona fetta sono trascorsi fianco a fianco dietro il bancone di un bar, sono meglio di una vera e propria palestra di vita. Bar che l’infaticabile Diana apriva alle 5 del mattino, a ritmo di liscio, da lei eseguito e cantato, e che il buon Ido, ferrarese di nascita e bagnaiolo di Sottoverga d’adozione, compagno di lavoro e marito, sempre in camicia a mezze maniche, chiudeva a notte fonda.
Un punto di riferimento per la gente dell’ippodromo, per i giocatori di carte, per i pensionati, gli amanti del pallone e gli sportivi in generale. E per gran parte della scapestrata gioventù della zona sud di Montecatini. Fu proprio lì che negli anni Settanta fu fondato uno dei primi club organizzati di Montecatini, e dove più tardi vennero raccolti sul panno verde del biliardo i fondi per il mega striscione “Marruota Rossoblù-uniti per vincere” da esporre al palazzetto. Il “Bar Ilio” fu la prima squadra termale a vincere un campionato Uisp di calcio, sotto le guida di mister Gaggioli. Un bar che, di fatto, non chiudeva mai perché anche nel canonico mese di ferie, novembre (dedicato alla caccia) le sedie all’esterno non venivano tolte, perché il check-point per qualsiasi impresa goliardica e zingarate varie restava sempre quel mitico locale sull’affollata via Marruota.
Ido e Diana Cappelli, alle soglie delle 90 primavere (Ido è del 1933 e Diana del 1934) sono stati e rappresentano ancora per molti una sorta di seconda famiglia, sempre pronta a intervenire in caso di bisogno.
Innumerevoli gli aneddoti e le storie legate al Bar Ilio, tanto amato dall’essere “riaperto” nel giugno del 2016, per una notte, usando il confinante vecchio refettorio con cucina annessa della parrocchia del Corpus Domini, capace di contenere i numerosi avventori e amici che intervennero all’epico evento.
E sono loro, assieme alle figlie Monica e Federica e ai nipoti, ad augurare a Diana e Ido il meglio in questa odierna importante ricorrenza.
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