Sicurezza
In consiglio comunale la lotta per salvare la piscina “Marchi”
Melosi (FdI): «Doveroso schierarci a fianco dei gestori» La Cogis: «Bollette raddoppiate e utenti ridotti del 70%»
PESCIA. Dobbiamo difendere la nostra piscina. È l’appello che il consigliere Giancarlo Melosi (FdI) rivolge a tutte le forze politiche all’indomani dello sciopero nazionale dei gestori delle piscine, indetto dal Coordinamento delle associazioni gestori impianti natatori di cui fanno parte numerose sigle locali e nazionali e a cui ha aderito anche la società cooperativa sportiva dilettantistica Cogis, che gestisce l’impianto di Pescia e quello di Montale.
«Doveroso portare il supporto delle istituzioni, quelle rimaste, ai gestori che, tra mille difficoltà, continuano comunque a garantire un importante servizio – ha sottolineato Melosi – Le misure restrittive del governo, diciannove mesi di chiusura (mantenendo però i costi di struttura), la riapertura con capienza ridotta al 40 per cento e Green pass obbligatorio, con notevole riduzione dell’utenza, dove si è praticamente azzerata la presenza dei ragazzi sopra i 12 anni, stanno provocando notevoli danni».
Ricordiamo che la piscina Marchi ha chiuso i battenti nel marzo del 2020 ed è rimasta chiusa per un anno e mezzo.
«Alla riapertura ci è sembrato doveroso restituire i soldi degli abbonamenti pagati e non utilizzati – ha spiegato la presidente della Cogis Doriana Degl’Innocenti – e questo ha fatto sì che per mesi non si sia incassato nulla. Poi, la quarta ondata, le quarantene e le restrizioni hanno fatto tutto il resto. Come se non bastasse, a questo si sono aggiunti i rincari energetici. Le piscine sono in assoluto tra gli impianti sportivi più “energivori”, ma anche se la mia utenza si è ridotta del 70 per cento i costi per il riscaldamento bisogna sostenerli lo stesso».
Durante il 2020 il Comune ha fatto degli investimenti importanti per agevolare la riapertura dell’impianto, ad esempio ha speso 100mila euro per rifare tutto il sistema di areazione. Ma adesso, anche questi sforzi rischiano di essere vanificati.
«Tutto ciò sta mettendo a dura prova la tenuta della struttura – incalza Melosi – e per questo ho preso l’impegno di portare la questione in consiglio comunale e far sottoscrive a tutti i gruppi di minoranza e maggioranza un documento indirizzato a Regione e governo in cui chiediamo tempestivi ed adeguati interventi».
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