Sicurezza
Danno fuoco nella notte al pick up della Protezione civile di Chiesina Uzzanese
L’atto incendiario proprio davanti alla casa del presidente dell’associazione: «Abbiamo dei sospetti, quasi un anno fa abbiamo ricevuto delle minacce»
CHIESINA UZZANESE. A fuoco il pick up della Prociv, l’associazione di protezione civile di Chiesina Uzzanese, parcheggiato proprio sotto casa del presidente Ivano Lucchesi. Si è trattato di un atto intimidatorio, o di una vendetta. Su questo lavorano gli investigatori che sono già all’opera. Ad oggi l’unica certezza è che non ha preso fuoco da solo. È stato infatti rinvenuto l’innesco che era piazzato proprio sotto il veicolo.
Quel pick up lo abbiamo visto spesso in giro per la provincia, all’opera in questi due anni di pandemia. Carico di pacchi alimentari di ogni genere, ma anche di vestiti o giocattoli quando la destinazione era la casa di qualche bambino. Impossibile non notarlo con quel colore giallo canarino e la scritta laterale.
Come non passa inosservato neppure lui, Ivano Lucchesi, il presidente. Lo conoscono tutti, soprattutto nel mondo del volontariato. Un uomo pratico, a volte un poco burbero, che non guarda all’etichetta, abituato a fare i lavori manuali e a rimboccarsi le maniche.
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Il volontariato è fatica. Fatica a gestire gli aiuti, fatica per trovarli e ancora più fatica per distribuirli cercando di non sbagliare nulla. Ivano in ogni cosa che fa mette la faccia, chiarisce e spiega tutto nei dettagli. Così, quando ieri notte i vicini hanno cominciato a chiamarlo a gran voce, attaccati al suo campanello, è sceso in strada com’era. In pigiama e barba lunga, si è trovato davanti uno di quegli spettacoli che non avrebbe voluto mai vedere. Il mezzo, compagno affidabile di tante avventure, stava bruciando. «Avevo parcheggiato davanti alla mia abitazione a Chiesina Uzzanese – racconta Lucchesi – ero rientrato alle otto e mezza di sera e poi sono andato a dormire. Mi sentivo molto stanco. Dopo le due di notte i vicini mi hanno avvertito che il mio pick up andava a fuoc».
Nel frattempo qualcuno allerta i vigili del fuoco. Che arrivano a sirene spiegate per spegnere tutto. È proprio la squadra intervenuta sul posto a scoprire l’innesco. «Non potevo credere ai miei occhi – chiosa Lucchesi – per terra c’era un bottiglia vuota della Coca Cola con dentro ancora residui di benzina. L’hanno trovata sotto ilmezzo nella parte posteriore».
Non un semplice incendio da domare, ma l’inizio di un’indagine accurata da svolgere. «Allora sono stati allertati i carabinieri di Montecatini – racconta Lucchesi – che hanno controllato, raccolto le prove e sequestrato quel che rimaneva del veicolo».
Ivano Lucchesi scuote la testa. Questo per la sua associazione è un colpo al cuore. «Abbiamo delle questioni in sospeso evidentemente – sussurra il presidente della Prociv – quasi un anno fa sono state presentate delle denunce in cui dichiaravamo che ci avevano minacciati, specificando proprio che promettevano di bruciare i nostri mezzi. I sospetti ci sono, ma come potete ben capire non possiamo, né vogliamo fare i nomi. Ci penseranno le forze dell’ordine».
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