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il mondo economico 

Gli albergatori chiedono un piano serio «Se no nessuna banca investirà mai qui»

S.P.

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MONTECATINI. Il vento di fine gennaio che parte dalla Palazzina Regia di viale Verdi, sede legale di Terme di Montecatini spa, odora di fallimento. E gela le categorie economiche della città, soprattutto gli albergatori. Con alle spalle una famiglia in cui ha respirato dalla nascita il mondo dell’accoglienza, Eugenio Moschini, dell’Hotel Tamerici, nipote e successore di Eugenio Pancioli, non ha peli sulla lingua.

«Ora si parla di istanza di fallimento, di procedura concorsuale, un concordato che serve solo a mantenere lo status quo – spiega – a salvare una gestione che già sappiamo che non funziona e che a livello turistico non porta quasi nulla. Né il Comune né la Regione sembra che vogliano risolvere il problema. Al di là dei riconoscimenti (Unesco), abbiamo un prodotto che non rende da tempo e, come sappiamo bene, banche e istituti pubblici, non erogano denaro e non salvano le imprese se non c’è una prospettiva di rilancio e di autosufficienza. Una banca non è disposta ad allungare un mutuo a tempo indefinito come sta succedendo se non c’è alcuna possibilità che l’impresa possa ripagare il suo debito».

Il giovane albergatore parla di soldi dati alle Terme e finiti tutti in un buco nero: «Nessuno ha mai usato la parola rilancio. Non è mai stato fatto un progetto serio in questi anni di pandemia, una soluzione concreta di salvataggio. Quella del notaio Lenzi, con l’ingegner Cardini, è rimasta l’unica proposta con una rilevanza aziendale. Regione e Comune non si sono mai assunti la responsabilità di fare un progetto, magari usufruendo dei tanti fondi che ora circolano. Se non c’è dietro un piano industriale serio i soldi non vengono erogati. Si festeggia un riconoscimento come quello dell’Unesco ma non si pensa ad affrontare il problema vero di una società che naviga verso il fallimento».

Fabio Cenni, presidente di Assohotel- Confesercenti, e titolare dell’Albergo Ercolini e Savi e del ristorante” La Pcora nera” non si stupisce.

«Non sorprende la richiesta di fallimento. Ora dobbiamo soltanto vedere come reagiranno i soci, perché ciò che sta accadendo non deve assolutamente bloccare il funzionamento della società e soprattutto degli unici due stabilimenti aperti, Redi e Tettuccio. Per noi la continuità è essenziale. Come categoria stiamo portando avanti degli incontri con i soci per fare capire cosa è importante per noi: il proseguimento e il rilancio. Non è ammissibile la possibilità che i turisti possano trovare gli stabilimenti chiusi».

Mostra grossa preoccupazione Carlo Bartolini, presidente di Federalberghi Apam: «È una situazione molto grave, che richiede condivisione di intenti fra i soci. Abbiamo indetto un consiglio in tempi brevissimi. Occorre una posizione forte da parte della categoria con il coinvolgimento della nostra base sindacale. È un momento molto complesso per Montecatini, in un periodo difficilissimo per il sistema turistico cittadino oltre che toscano. In questa fase c’è la necessità di un confronto al più presto».



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