Il Tirreno

Montecatini

Le richieste del Pd 

«Ora serve unità tra i soci e l’immediata apertura di un tavolo col governo»

S.P.
«Ora serve unità tra i soci e l’immediata apertura di un tavolo col governo»

Il neo segretario comunale  Moreno Mencarelli ricorda che il problema riguarda un’intera città e la salvaguardia anche del marchio storico

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MONTECATINI. Moreno Mencarelli, alle spalle decine di anni di militanza nella politica cittadina, una famiglia di albergatori nel Dna, oggi nelle vesti di segretario del Pd commenta la vicenda Terme. E lo fa partendo dalle comunicazioni al consiglio regionale dell'assessore Stefano Ciuoffo (di cui scriviamo sopra).

«Il percorso e le scelte annunciate dall'assessore – esordisce Mencarelli – sono valutate positivamente dal Partito democratico di Montecatini. La nota informativa è chiara e trasparente sullo stato attuale delle nostre terme, con la logica da parte della Regione Toscana di porre in essere tutte quelle azioni propedeutiche e necessarie per il salvataggio della società».

La necessità di trovare un accordo per percorrere una strada comune di salvataggio. «È logico che sulla questione dell’azienda Terme, volano economico della città, i due soci Regione e Comune di Montecatini, se pur con dei punti di vista differenti, devono proseguire insieme sulla delicatissima questione – aggiunge il segretario del Pd di Montecatini – per scongiurare l’imminente pericolo del fallimento. Infatti potrebbe concretizzarsi a seguito dell’istanza per la declaratoria del fallimento della società Terme Spa nell’udienza al tribunale del prossimo 8 febbraio, promossa da un creditore».

Non c'è più tempo. «Da questo nuovo fatto, i due soci hanno il dovere di trovare una procedura percorribile al fine di scongiurare il fallimento della società, superando tutte le altre ipotesi. Il Pd auspica che la procedura individuata nel concordato in bianco sia funzionale alla predisposizione di un piano strategico cautelativo per la salvaguardia della città e della sua economia».

Occorre anche un intervento di “artiglieria pesante”. Il Pd, infatti, auspica contestualmente «l’apertura di un tavolo presso il governo – suggerisce Mencarelli – perché le Terme di Montecatini non sono un’azienda, sono un’intera città per la quale c’è l’urgente necessità che il governo intervenga, anche a tutela del marchio storico e scientifico».



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