Gioco
«Mefit, no a progetti faraonici Pensiamo a salvare l’attività»
Il consigliere del Pd ricorda che la Regione nel 2016 decise di sostenere il Comune con tre milioni di euro per garantire la sicurezza dell’immobile
Pescia. «Quando, a novembre, alcuni operatori del mercato (non l’amministrazione comunale, né l’azienda speciale) mi hanno contattato preoccupati perché, casualmente, erano venuti a sapere della difficile situazione in cui versava il mercato a seguito di accertamenti che si erano svolti nell’estate 2021, sono rimasto abbastanza meravigliato: poche settimane prima, infatti, avevo letto un atto della Regione del 6 ottobre 2021 in cui il Comune di Pescia, nonostante fossero state lasciate nelle sue disponibilità le somme derivanti dai ribassi d’asta, restituiva alla Regione la somma di 28mila euro “non utilizzata in base alla rendicontazione ricevuta” inerente il finanziamento di 3 milioni di euro che la Regione aveva stabilito con una legge dell’autunno del 2016».
Lo scrive Marco Niccolai, consigliere regionale Pd, sulla sua pagina Facebook. «La Regione – prosegue Niccolai – aveva scelto la proposta più onerosa per le sue casse tra quelle formulate dal Comune di Pescia nel 2016, ovvero la soluzione A (3,5 milioni, di cui 3 a carico della Regione e 500mila euro a carico del Comune), che secondo quanto dichiarava il Comune aveva l’obiettivo di consentire “gli interventi necessari a garantire la funzionalità come Mercato dei fiori e ragionevolmente la sicurezza dell’immobile”. La soluzione B che prevedeva un intervento per la Regione di soli 900mila euro fu dunque scartata, proprio per sostenere il Comune in questo intervento nel modo più forte possibile tra quelli indicati. Nel novembre scorso ho informato di questo e altri elementi conoscitivi in mio possesso sulla vicenda la prefettura di Pistoia, chiedendo di verificare lo stato della situazione, stante la delicatezza degli impatti economici e sociali della situazione che si sta determinando».
«Sono rimasto periodicamente in contatto con la prefettura – dice il consigliere – a cui ho confermato, dopo una serie di incontri che ho svolto in Regione, la disponibilità a continuare ad essere parte di un percorso teso a salvaguardare la continuità delle attività che si svolgono in quella struttura, come già era avvenuto nel 2016 con il finanziamento che ne impedì la chiusura, al tempo, visto che il Comune negli anni precedenti aveva sostanzialmente scelto di non decidere. Ovviamente occorre adesso che la proprietà della struttura definisca, confrontandosi con gli enti competenti, non progetti faraonici ma gli interventi minimi e indispensabili a evitare l’interruzione dell’attività nel giugno 2022, e che dunque possano trovare concretizzazione nei prossimi mesi. Ringrazio ancora una volta la prefettura per l’attenzione con cui sta seguendo anche questa situazione. Adesso la priorità, come avvenuto nel 2016, è salvaguardare la continuità delle decine di attività che in quella struttura hanno il cuore pulsante. Poi si penserà a chiarire tutta una serie di elementi che hanno determinato la corsa contro il tempo».
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