Il Tirreno

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Fratelli d’Italia 

«Bisogna restare uniti per salvare il Mefit dal rischio di chiusura»

Maria Salerno

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PESCIA. L’unione fa la forza. Questa la ricetta di Fratelli d’Italia per scongiurare la chiusura del Mercato dei Fiori.

«Per mantenere in vita il Mefit – scrive il consigliere comunale Giacomo Melosi, in una nota alla stampa – occorre un’unità di intenti di tutte le forze politiche presenti in comune e sul territorio».

Il portavoce comunale FdI Roberto Franchini lamenta il ritardo e il lassismo dell’amministrazione comunale, dovuto anche alle vicissitudini del sindaco Oreste Giurlani, alle note situazioni giudiziarie che hanno coinvolto gli uffici comunali, in ultimo alle dimissioni del sindaco facente funzioni Guja Guidi e la totale assenza della Regione Toscana.

«Giugno è alle porte – sottolinea Franchini – se non interveniamo immediatamente rischiamo di veder chiudere il Mefit, con tutte le conseguenze che ne deriveranno per il servizio pubblico del commercio dei fiori. Ci siamo subito attivati con il senatore Patrizio La Pietra, membro della commissione Agricoltura del Senato, e nei prossimi giorni ci incontreremo con il consigliere regionale Alessandro Capecchi. L’obiettivo è quello di scongiurare la chiusura che avrebbe notevoli e infelici ripercussioni sul tessuto economico della città».

Melosi invece ricorda «le responsabilità e l’assoluta assenza di alcuni esponenti dell’amministrazione regionale». Sono state proprio quelle a rendere drammatica la situazione, «evidenziando una malcelata volontà di far chiudere il Mefit a di favore invece di altre realtà di cooperazione imprenditoriale del nostro territorio».

«Su questo – pronostica il consigliere comunale di Fratelli d’Italia verrà il momento di fare i conti, ma adesso l’obiettivo deve essere quello di impedire la chiusura per dare continuità a un servizio pubblico essenziale per il territorio. Per questo auspichiamo un’unità di intenti di tutte le forze politiche».

«Nell’attuale situazione di incertezza politica che sta attraversando l’istituzione pesciatina – conclude il so ragionamento – il consiglio comunale e la politica devono dare prova di grande maturità, mettendo da parte gli interessi di bottega per operare per il bene comune. Ne va del futuro della nostra città».



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