Il Tirreno

Montecatini

Addio a Giuseppe Mussi il “poliziotto buono” a cui tanti si rivolgevano anche per un consiglio

Simona Peselli
Addio a Giuseppe Mussi il “poliziotto buono” a cui tanti si rivolgevano anche per un consiglio

Le esequie celebrate nella basilica di Santa Maria Assunta All’esterno rappresentanze di agenti e carabinieri in divisa 

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IL LUTTO

Una folla silenziosa e ordinata. La basilica di Santa Maria Assunta sull’attenti per l’ultimo addio a Giuseppe Mussi, il poliziotto morto di Covid giovedì scorso. In rappresentanza delle forze dell’ordine davanti alla Chiesa un macchina della polizia di Stato e dei carabinieri in divisa. Insieme a una delegazione dell’associazione della polizia in congedo. Fuori e all’interno decine di amici, parenti e soprattutto ex colleghi.

È stato un personaggio che con il suo lavoro si è guadagnato la stima della città in cui aveva lavorato e dove era rimasto a vivere. Era arrivato tanti anni fa da Massa, ma dal 1979 abitava e lavorava a Montecatini. Giuseppe Mussi era stato in servizio per 36 anni in polizia e al commissariato di Montecatini si era distinto nella squadra di polizia giudiziaria ottenendo soddisfazioni e successi in indagini importanti. Nel 2015 prima della pensione era stato nominato vicedirigente del commissariato e responsabile dell’ufficio di polizia amministrativa. Non aveva ancora compiuto 61 anni. È morto il 20 gennaio in seguito a complicazioni che non gli hanno dato scampo all’ospedale San Jacopo di Pistoia. Era stato ricoverato il 3 gennaio dopo essere stato colpito dal Covid.

I ricordi di questo poliziotto cosi disponibile con colleghi e cittadini sono comparsi sui social poco dopo la notizia della sua morte prematura. Incredulità e dispiacere per la scomparsa di un uomo così amato da tutti. “Era una bella persona, preparato e corretto nel lavoro per consigli e informazioni”; “Sei stato il nostro maestro, un grande poliziotto e un buon cacciatore”; “Per anni mi sono confrontato con lui per lavoro, era un professionista e amava molto ciò che faceva”; “Indimenticabile la sua bontà e quel modo calmo di risolvere ogni cosa”: “Anche dopo la pensione se lo chiamavamo per un consiglio era sempre presente, è stato un grande uomo e un grande poliziotto”; “Una di quelle notizie che non si vorrebbero mai ricevere”.

Giuseppe Mussi non era stato soltanto un investigatore e poliziotto di azione, ma era riuscito con i colleghi a creare un rapporto di amicizia che andava oltre al lavoro. «Era sempre disponibile, soprattutto con gli ultimi arrivati. Amava il suo lavoro ed era pronto a insegnare ai giovani i segreti di questa professione, che va apprezzata nel profondo». Dolore e preghiere hanno accompagnato il commiato a Giuseppe.

Simona Peselli

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