Gioco
Dalla Fondazione Caripit 100mila euro alla Caritas
Montecatini. La Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia ha elargito un contributo di 100mila euro alla Caritas diocesana di Pescia. Questo consistente intervento segue di pochi mesi un'altra elargizione di 50mila euro, che la Fondazione non ebbe esitazioni a fornire per affrontare le spese straordinarie dovute all'emergenza covid. «La pandemia ha stravolto il tessuto economico del nostro territorio, vocato principalmente al turismo e alla piccola impresa artigiana o agricola. Senza l'intervento della Fondazione – afferma la direttrice della Caritas diocesana, Cristina Brizzi – molti nuclei familiari e anche molte piccole imprese aziende locali avrebbero avuto difficoltà ben maggiori in questo periodo così complesso».
La sinergia fra Fondazione e Caritas è dunque servita alla Valdinievole per meglio affrontare questo “annus horribilis”. Di questo, la direttrice della Caritas diocesana ne è pienamente consapevole, e perciò non esita a ringraziare il presidente della Fondazione, Lorenzo Zogheri, e il direttore Telesforo Bernardi.
Per ciò che concerne l'utilizzo del contributo di 100mila euro, rendicontato agli organi direttivi della Fondazione, si nota che hanno trovato un sostegno concreto ben 312 nuclei familiari per un totale di 771 persone.
Come negli anni precedenti, il 60,29% della somma di denaro messa a disposizione è stata spesa per le cosiddette 'spese domestiche', che comprendono canoni di locazione, pagamento di utenze o eventuale approvvigionamento di bombole del gas. Una percentuale del 24,38% del contributo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia è invece servito per scopi alimentari, consentendo una capillare distribuzione di viveri nei vari centri ascolto nonché la consegna di buoni spesa a chi ne ha avuto veramente bisogno.
La Caritas diocesana ha dovuto poi affrontare l'emergenza abitativa di un gran numero di persone che, in questo e in altri momenti, hanno perso il possesso della loro abitazione. Il 5,8% della donazione è stata quindi usata per pagare la permanenza in albergo di chi si è trovato senza un tetto. Se poi un 3,69% è stato utilizzato per il pagamento di spese legate ai trasporti, il 3,49% se n'é andato per l'acquisto di materiale scolastico, materiale per l'infanzia e abbigliamento. Il 2,35% è stato infine usato per coprire varie spese sanitarie di persone in difficoltà. La maggior parte dei contributi è stata distribuita tramite i centri ascolto di Montecatini Terme e di Pescia, mentre la parte restante è stata presa in carico e convogliata alle persone bisognose che si sono presentate negli altri centri ascolto della diocesi.
«L'aiuto che forniamo - conclude Cristina Brizzi - non consiste in un mero aiuto materiale finalizzato all'emergenza del momento. Quello che noi offriamo è un percorso di ascolto del soggetto in difficoltà, che comporta anche un orientamento per il futuro, che serva a far ritrovare la fiducia smarrita».
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