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Il mondo della calzatura guarda al futuro della professione

David Meccoli
Il mondo della calzatura guarda al futuro della professione

Progetto di Confindustria per un ricambio generazionale del personale «In pochi anni il 50% degli addetti andrà in pensione: servono forze fresche»

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David Meccoli

Monsummano. «E’ di moda il mio futuro» nel segno del Duca Bianco. E’ iniziata la quinta edizione del progetto di orientamento per il tessile, abbigliamento e calzaturiero, promosso dalla sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord, e la novità di quest’anno è un concorso dedicato a David Bowie e alle sue (spesso stravaganti) calzature (ne parliamo anche nell’articolo in coda).

Il progetto ha l’obiettivo di valorizzare tra i giovani (lo scorso anno ne furono coinvolti 750) le opportunità professionali offerte – in particolare per ciò che riguarda Monsummano – dal calzaturiero. E questo per un duplice motivo, come spiega Maurizio Sarti, presidente sezione Sistema moda Ctn: «Le imprese hanno bisogno di personale: un bisogno determinato dall’età avanzata di molti dei nostri addetti, un quarto dei quali ha più di 55 anni, ma anche dalla forte volontà di introdurre in azienda professionalità nuove e menti aperte».

Da una tabella elaborata dall’associazione, infatti, emerge che nel settore cuoio e calzature, in provincia di Pistoia, la fascia degli addetti di età 60-64 anni è aumentata tra il 2015 e il 2020 di oltre il 25 per cento, mentre quella degli over 65 di quasi il 95%, laddove tutte le altre fasce anagrafiche presentano un segno negativo. «Nel giro di 5-10 anni – prosegue Sarti – oltre il 50% dei lavoratori di questo settore andrà in pensione e si pone fin da subito la necessità di sostituirli, anche perché le aziende sono floride. E’ necessario un ricambio generazionale: ne va del futuro di tutta l’area».

«Il nostro comparto ha attraversato in questi ultimi due anni la peggior crisi dal dopoguerra – afferma Rodolfo Checcucci, coordinatore del gruppo Cuoio e calzature del Sistema moda Ctn – ma le industrie calzaturiere hanno deciso di continuare a investire tempo e risorse in operazioni di orientamento come questa».

Tra le attività previste ci sono infatti iniziative di orientamento scolastico per studenti delle medie e organizzazione di stage in azienda per gli istituti superiori. «Esistono – prosegue Checcucci - opportunità di lavoro nel settore calzaturiero anche per i profili più qualificati. Professionalità nuove e maggiormente formate vengono ricercate tanto negli ambiti dedicati alla produzione per i grandi brand della moda mondiale, quanto nelle aziende con strutture organizzative di produzione e commercializzazione più articolata, che puntano a creare prodotti di qualità per le fasce più alte del mercato».

Tuttavia, non ci sarebbe ancora la percezione che lavorare in un calzaturificio sempre più significherà, in futuro, appartenere a un mondo glamour e capace di dare soddisfazioni. «Il senso di questo progetto è, di conseguenza – spiega Checcucci – veicolare il messaggio positivo che in quest’area esiste lavoro di buon livello e qualità, nella speranza che i giovani non disperdano il patrimonio di competenze che i loro genitori e nonni hanno fondato in Valdinievole, ma anzi lo arricchiscano con i loro studi, idee ed entusiasmo».

«La formazione dei ragazzi ci sta a cuore – aggiunge l’assessore alle attività produttive Monica Marraccini – e nel settore calzaturiero c’è futuro per i giovani: è qui che possono esprimere la loro creatività».

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