Gioco
Mister 10mila vittorie riceve l’Equos award il riconoscimento a una carriera super
Nel 2021 Enrico Bellei ha deciso di correre meno in pista per dedicarsi alla sua passione originaria: l’allenamento
Paolo Allegri
MONTECATINI. Ha vinto 23 frustini, oltre 10mila corse, centinaia di gran premi, ma a Enrico Bellei, l’Imperatore del trotto, mancava un riconoscimento come l’Equos awards.
Il giornale italiano delle corse dei cavalli per il secondo anno consecutivo ha istituito gli Equos Awards, i premi ai cavalli e agli uomini che hanno lasciato un segno nell’anno che si è appena concluso. Enrico Bellei ha vinto il premio alla carriera.
Il driver più vincente nella storia del trotto italiano nella stagione 2021 ha cambiato vita, scegliendo una forma diversa di impegno: è tornato ad allenare, guidando meno (703 corse disputate, cioè 375 ingaggi in meno rispetto al vincitore dello scudetto dei driver, Antonio Di Nardo) ma con risultati importanti. Un’annata che il professionista montecatinese, con un numero di cavalli limitato rispetto ai top team – soltanto 32 effettivi in training a Migliarino Pisano –, ha archiviato con 113 vittorie, di cui ben 8 gran premi.
Il talento non si smarrisce e, in attività dal 1982, l’Enrico nazionale ha ancora il fiuto per i grandi successi, come quelli ottenuti con Birba Caf (Gran Premio Continentale) e Crystal Pan (le Oaks del trotto), prove di gruppo 1, cioè il massimo livello delle classiche di una Nazione ippica. Una stagione 2021 che l’ha visto firmare nella prima parte dell’annata il traguardo delle 10mila corse vinte, mai toccato da nessuno in Italia, per poi regalarsi una riunione estiva dal Sesana da protagonista, con ottime percentuali per i soggetti presentati da preparatore (a Montecatini i cavalli allenati dal figlio del grande Nello sono stati spesso guidati da Giuseppe Lombardo jr) . Nella stagione sotto le luci dell’impianto della Valdinievole i trottatori schierati sull’ovale di sabbia da Bellei allenatore si sono quasi sempre piazzati e spesso hanno vinto.
È comunque un Imperatore diverso da quello al quale ci avevano abituati i 23 scudetti da driver e la collezione di grandi classiche, dal Derby Lotteria fino ai gran premi toscani. Soprattutto il Ponte Vecchio, il Città di Montecatini e la corsa dei quattro anni intitolata al padre Nello, che negli anni hanno registrato autentiche lezioni di guida da parte delMaestro delle redini lunghe. «Oggi faccio le cose in maniera diversa – sottolinea Enrico – Sono tornato ad allenare, ho in scuderia 32 trottatori. Non rappresenta una novità perché è quello che facevo quando ho vinto i primi sette/otto frustini. Allora avevo una squadra di giovani che poi sono diventati valenti professionisti come Gennaro Casillo, Antonio Greppi e Francesco Piccirillo. In quel periodo la mia attività era quella di allenatore/guidatore. Il trotto è cambiato molto negli ultimi 10 anni, oggi se vinci sei corse a Roma hai ottenuto un ottimo risultato sportivo, ma quando tiri le somme di quello che in premi hai portato a casa le cifre sono molto lontane dagli anni d’oro della nostra ippica».
Nel 2021, superati anche gli infortuni del 2018 e del 2019 che ne avevano rallentato la sua straordinaria presenza nel mondo delle corse, Bellei ha ricominciato la sua carriera puntando sull’allenamento e su un’esistenza meno frenetica. A tre anni dall’incidente a Roma che lo aveva tenuto lontano dalle piste, alle prese con una lunga rieducazione, l’Imperatore di tutti i trotti ha avuto la forza di reinventarsi. Tante riflessioni dopo quella caduta, l’approdo a un cambio di filosofia di vita. «Voglio allenare e guidare meno. Non voglio girare come un matto l’Italia a caccia di frustini d’oro», aveva detto dopo quell’infortunio del 29 settembre 2018 all’ippodromo delle Capannelle.
A quasi 60 anni Enrico si è rimesso in moto, lo ha fatto a piccoli passi e raggiunto il traguardo storico delle 10mila vittorie, ha riaperto scuderia: con lui c’è una bella squadra di ragazzi che lavorano nel centro di Migliarino e di questo team di collaboratori fa parte anche la figlia Emily che si divide tra l’università e le corse al galoppo partecipando, con ottimi risultati, alle prove per gentlemen e amazzoni.
Nella sua intensa giornata ricca d’impegni, la giovane Emily non manca mai di dare una mano a babbo Enrico nel lavoro di scuderia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
