Toscana
Dagli albergatori arriva l’ok al super Green pass «Ora il vero problema sono le quarantene»
La carta verde rafforzata non preoccupa il mondo del turismo termale: «La maggior parte dei nostri clienti lo ha già» Ma c’è preoccupazione per le riaperture da marzo in poi: «Lo capiremo da come andrà la prossima Pasqua»
Simona Peselli
Montecatini. Il super Green pass non fa paura agli albergatori. Adesso a scatenare il panico piuttosto sono le quarantene, i contatti con i positivi, e naturalmente i positivi. L'infezione si allarga a macchia d'olio anche fra il personale degli hotel che si trovano a corto di camerieri, cuochi e addetti alla reception. Così sono costretti a chiudere aspettando tempi migliori. «Il super Green pass non è assolutamente un problema in questo momento – commenta Fabio Cenni, presidente di Assohotel Confesercenti – la maggior parte dei nostri clienti già lo aveva. Può essere un ostacolo in più che, però non è assolutamente insormontabile. Invece stiamo registrando in tanti colleghi la difficoltà delle quarantene preventive che bloccano molti dipendenti. Molti di loro infatti non sono ancora arrivati a fare la terza dose e l'isolamento forzato di cinque, sette, dieci giorni per contatti con positivi in famiglia o con amici costringono a casa quelli che dovrebbero lavorare».
Alberghi senza personale ? «Diventa quasi impossibile – conclude Cenni – restare aperti e lavorare normalmente. La stessa cosa che sta accadendo per i trasporti, dai treni agli aerei, e negli uffici pubblici».
Insomma, super Green pass non ti temo, verrebbe da dire. Carlo Bartolini presidente Federalberghi Apam dice che «tutto ciò che serve per uscire dalla pandemia per noi va bene. Sia l'obbligo del vaccino per gli over 50 nel mondo del lavoro, ma anche per poter accedere alle strutture alberghiere. I problemi nascono quando le indicazioni vengono fatte sotto data, senza programmazione. Ma non dimentichiamo che ci troviamo in una situazione veramente drammatica. Non si vedono prenotazioni, prospettive interessanti. Il mercato straniero continua ad essere completamente fermo. È impegnativo trovare il modo di poter riaprire i contatti con il mercato estero».
Sopravvivere nonostante tutto, sembra essere la parola d’ordine di questo periodo. «Adesso tutti gli sforzi – aggiunge Bartolini – devono concentrarsi per riuscire a sconfiggere la pandemia. Cercheremo di imparare anche a convivere con questa situazione. Storicamente, al di là di tutto, gennaio ha sempre segnato l'inizio della bassa stagione. Già prima molti alberghi chiudevano al pubblico fino a febbraio. Approfittando di questi mesi di stop per ristrutturare i complessi. Non stupisce né preoccupa in pieno inverno camminare per la città e vedere tanti hotel con le luci spente».
Il futuro, però, è molto incerto. «Il problema – chiosa Bartolini – riguarda quelle che saranno le riaperture. Da marzo in poi. Per il periodo pasquale ci stiamo domandando se arriveranno sotto data oppure no. Lo capiremo solo fra qualche mese. E' una incognita».
Tanta voglia di turismo straniero. «Come Federalberghi – conclude Bartolini – stiamo insistendo molto per far riconoscere anche gli altri vaccini , per esempio lo Sputnik oppure quello cinese. Questo potrebbe aprire la possibilità ai vaccinati di questi paesi di poter accedere alle nostre strutture e alle offerte che proponiamo. Il Green pass rafforzato non ci spaventa, anzi lo vediamo come elemento positivo. Come qualsiasi metodo per evitare questa sofferenza del mondo del turismo».
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