Attenzione
Rossella Boni fuori dal talent «È stato comunque un sogno»
La cantane montecatinese esce da “The Voice senior” in onda su Rai Uno «Non ho approvato il comportamento dei coach: fanno gli psicologi»
Simona Peselli
MONTECATINI. È fuori con Roky, un dolcissimo cagnolone del canile Hermada di Montecatini. Perché la passione di Rossella Boni, è vero, è la musica, ma il grande amore sono gli animali. Mentre cammina racconta la sua avventura a “The Voice senior”, la trasmissione di Rai uno condotta da Antonella Clerici. Protagonisti dello spin off del talent show originale “The voice of Italy” sono gli over 60. La giuria, girata di spalle e seduta sulle poltrone, se convinta si volta verso il talento. Loredana Bertè, Clementino, Gigi D’Alessio, Orietta Berti, i quattro team arriveranno alla finale con due concorrenti ciascuno. Il vincitore del talent si aggiudicherà la pubblicazione di una canzone da parte di una importante casa discografica.
Per Rossella la sua esperienza è finita venerdì sera, ma grazie alla sua voce potente e bellissima ha ricordato al grande pubblico il proprio valore canoro. «È stata veramente una bella esperienza, un sogno che si è realizzato, dopo aver vinto “Fantastica italiana” venticinque anni fa non ho più fatto nulla artisticamente – afferma Rossella –. Solo qualche sporadica serata».
La cantante montecatinese chiosa che «non aveva senso avere 15 concorrenti per escluderne nove tutti in un colpo solo. Senza farli esibire ancora una volta. Lo dico in tutta sincerità. Molti concorrenti sono stati privati dell’opportunità di potersi esibire in un genere diverso che magari poteva essere più congeniale».
E a proposito del team: «Nel contesto non mi piace questo esprimersi dei giudici continuamente. Che esclamano che non si sono girati perché pensavano potesse farlo il vicino. Non lo trovo corretto. Sono in trasmissione a fare i coach, non e gli psicanalisti. Entrare nella testa degli altri. Se uno si vuole girare può farlo. Dipende se il cantante gli è piaciuto oppure no ».
Anche a livello tecnico. «Anche affermare che certi brani possono essere interpretati esclusivamente da chi li cantava originariamente – commenta Rossella –. Per esempio una signora molto brava ha portato un brano di Mia Martini, ma forse era emozionata. Per me ha fatto una buona esibizione, ma è stata scartata con la motivazione che Mia non è riproducibile. È vero, Mia Martini è morta, ma proprio lei, come altri interpreti scomparsi, è giusto che vengano ricordati. Per esempio io ho una registrazione live degli anni ’90 in cui interpreto un pezzo di Pino Daniele. Sentire dire da Gigi D’Alessio o da Loredana Bertè che Pino Daniele può farlo solo l’interprete stesso è un grosso errore. Un artista di questo calibro continua a sopravvivere proprio nelle voci di chi li canta e li fa riascoltare».
La cantante montecatinese ribatte che «il coach deve limitarsi a dare il proprio giudizio e basta. Aspetti che hanno fatto “sbarellare” questo programma che era iniziato lo scorso anno in maniera più ristretta. Anche sul tema della scelta del brano ci sarebbe molto da parlare».
Comunque andrà, sarà un successo. «Sono contenta per il mio sogno diventato realtà. Sono felice insieme a tutte le persone che mi vogliono bene – conclude Rossella –. Credo che la Valdinievole me lo abbia dimostrato anche questa volta. Ho ricevuto centinaia di attestati di stima e di affetto. Sono soddisfatta di aver ancora una volta rappresentato nel miglior modo possibile la mia città. Poi le cose non vanno sempre come si spera».
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