Sicurezza
Le donne di mafia e quelle che invece la combattono
“Le strenne di Baal” vince il bando regionale per progetti a favore della cittadinanza attiva. «La Piovra è in mezzo a noi più di quanto si creda»
MONTECATINI. Per il secondo anno consecutivo l’associazione “Le strenne di Baal” ha vinto il bando regionale contro le mafie e in favore della cittadinanza attiva. A esprimere la sua grande soddisfazione è Luca Privitera, attore, regista e scenografo di Montecatini, che quest’anno proporrà agli studenti delle scuole medie e superiori della Valdinievole un progetto incentrato sulle figure femminili che gravitano intorno al fenomeno mafioso.
«La nostra proposta – ci dice l’artista montecatinese – verte innanzitutto sul far comprendere ai giovani la particolare caratteristica delle donne organiche al fenomeno mafioso. La donna con amore riesce a dare la vita, ma con pari crudeltà riesce a toglierla».
Tra le “sacerdotesse” del focolare mafioso, ricordiamo donne dallo spessore criminale elevato, come Maria Rosa Campagna, Giusy Vitale e Nunzia Graviano. Contrastate però da donne che hanno fatto una scelta opposta. Una scelta di vita. «Ai giovani vogliamo anche proporre esempi positivi di donne, come Lea Garofalo e Piera Aiello, tanto per citarne alcune. Che, molto spesso, hanno pagato con la loro stessa vita la loro sete di legalità».
Portando il verbo della lotta alla mafia nelle scuole, capita talvolta che i giovani studenti sgranino gli occhi al sentire che il fenomeno mafioso interessa anche il territorio in cui viviamo. «La Toscana è una delle regioni del Centro nord con più beni sottoposti a sequestro giudiziale – prosegue Luca Previtera – e in modo particolare la Versilia e la Valdinievole sono le zone dove di gran lunga è più presente l’infiltrazione mafiosa nell’economia legale».
Approdati alle nostre latitudini nell’immediato dopoguerra per diversificare gli illeciti guadagni del contrabbando e delle estorsioni, i mafiosi oggi hanno cambiato pelle. «L’immagine del mafioso violento e ignorante non è più attuale. Oggi molti componenti delle associazioni a delinquere sono laureati e svolgono professioni insospettabili – conclude il regista – ed è per questo che i giovani, al pari degli adulti, hanno difficoltà a identificarli come organici al fenomeno mafioso». Luca Privitera si appresta quindi a girare le scuole della Valdinievole portando, in presenza, il ritratto delle regine del male. Per confrontarlo invece con l’operato di quelle donne che il male mafioso lo hanno combattuto a sprezzo del pericolo. Alle spiegazioni, saranno abbinati filmati in streaming e apposite pubblicazioni che serviranno a integrare nei ragazzi, la conoscenza dei tentacoli della piovra. «La piovra, che nell’immaginario collettivo rappresenta la mafia, tiene da tempo sotto scacco l’economia dei nostri territori – conclude Previtera – ed è giusto che i giovani abbiano un’esatta conoscenza di questo aspetto, che si combatte solo con un concetto spiccato di cittadinanza attiva».
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