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L’allarme di Giurlani «A Pescia eliminato il presidio pediatrico nelle ore notturne»
Così si rischia il ridimensionamento o la chiusura di quello che è stato un servizio di eccellenza regionale
Giancarlo Fioretti
Pescia. L'ospedale di Pescia perde la presenza del pediatra nelle ore notturne, e questo mette in apprensione tutta la popolazione della Valdinievole. Di questo stato d'animo si fa interprete Oreste Giurlani, sindaco attualmente sospeso dalle sue funzioni che considera questo fatto come un altro passo verso lo smantellamento definitivo dell'ospedale Cosma e Damiano. «Pescia è stata decretata come città regionale dell'infanzia - dice - ma le decisioni della sanità regionale vanno in tutt'altra direzione. La sciagurata scelta del 2013 di sopprimere il reparto di pediatria penalizzò notevolmente la nostra struttura che, adesso, deve anche sopportare l'eliminazione del presidio pediatrico notturno. Attualmente, il nostro ospedale garantisce la presenza di un'unità di 'osservazione breve intensiva', (obi pediatrica). Adesso, non essendo più assicurato un servizio nell'arco delle 24 ore, intravediamo la volontà della regione di procedere con lo smantellamento dell'obi stessa. Questa decisione a parer mio accarezzata dai vertici della sanità regionale - prosegue Giurlani - potrebbe portare a breve anche al ridimensionamento, se non alla chiusura, del punto nascita, da sempre considerato come un'eccellenza nel panorama sanitario regionale».
Quello che tuttavia fa infuriare maggiormente Giurlani è la totale mancanza di comunicazione e di interazione con la Regione, accusata di voler mettere le comunità locali di fronte al fatto compiuto. «La regione – prosegue – dovrebbe considerare il confronto con i sindaci come un potenziale aiuto al suo operato, non come a un fastidio da evitare. La scelta di cancellare una presenza pediatrica nelle ore notturne va così idealmente a collegarsi con altre scelte sciagurate che stanno riducendo notevolmente l'operatività dell'ospedale. Mi riferisco anche al pesante ridimensionamento subito dal reparto di otorinolaringoiatria, al limitato numero di anestesisti e, soprattutto, alla cronica mancanza di medici nel pronto soccorso. A fronte di circa 45mila accessi nel periodo pre covid, registriamo una presenza di circa 7/8 medici, mentre invece dovrebbero essere quantomeno il doppio. Inoltre, in questo particolare frangente, vi sono circa 60 fra infermieri e personale oss dichiaratamente no vax. La loro assenza non è stata rimpiazzata e l'intero sistema si trova in grande affanno».
Il timore di Giurlani è che l'ospedale di Pescia sia destinato a una lunga agonia, con i potenziali degenti che finiranno per scegliere sempre più l'ospedale San Jacopo di Pistoia. «La cancellazione della guardia medica nei giorni festivi - conclude - e le difficoltà riscontrate dall'Asvalt di Pescia nella prevenzione tumorale sono ulteriori segnali della voglia di dismettere la nostra struttura. Decisione che mi troverà sempre contrario».
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