Il Tirreno

Montecatini

il bilancio dell’apam 

Permanenza ridotta soltanto a una notte e in alberghi con la Spa

S.P.
Permanenza ridotta soltanto a una notte e in alberghi con la Spa

«Clienti quasi esclusivamente italiani e con tanta voglia di essere coccolati  e di poter usufruire  di attenzioni alla persona»

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montecatini. Permanenza in città dei turisti ridotta al lumicino, alberghi aperti da contare sulle dita di due mani al massimo, presi d’assalto soprattutto quelli con il centro benessere interno. Turisti stranieri soltanto un lontano ricordo e per il futuro molta incertezza, ma tanta speranza. Se finisce anche quella...

È iniziato il 2022 e Carlo Bartolini, presidente Apam Federalberghi, cerca di fare un piccolo bilancio di come si è concluso il vecchio anno. «Intanto abbiamo osservato una riduzione degli alberghi aperti abitualmente per l’ultimo dell’anno – dice Bartolini – soprattutto con un soggiorno medio più concentrato in una o due notti e non di più».

Negli hotel tra i clienti presenti si nota che si tratta quasi esclusivamente di italiani. Tanta voglia di essere coccolati e di usufruire di cure per la persona. «Hanno retto maggiormente quelle strutture con il centro benessere interno – commenta il presidente Apam – a dimostrazione che, potendo usufruire a pieno di un’azienda interna come le Terme, sarebbe un grande valore aggiunto. Soprattutto in determinati periodi dell’anno e per certi mercati sia esteri che italiani».

Penalizzati gli altri alberghi. «Abbiamo osservato – riflette Bartolini – che invece tutte le altre strutture ovviamente hanno sofferto un po’ di più. La situazione pandemica in peggioramento ha scoraggiato molti. E ci sono state di conseguenza parecchie cancellazioni». Le restrizioni hanno influenzato le prenotazioni. «Alcune normative hanno reso più complesso la gestione delle ferie degli italiani – spiega Bartolini –. Anch, perché si tratta di direttive giunte all’ultimo momento, come è accaduto per i locali da ballo. Per gli alberghi c’è stato un livello di incertezza molto forte che ha prodotto questa contrazione anche della domanda italiana».

Cosa si aspettano gli albergatori nei prossimi mesi? «In prospettiva esiste un mercato che tenderà in maniera inesorabile a calare – conclude Bartolini –. Per questo ci auguriamo che le cose possano andare meglio. Attendiamo fiduciosi la nuova stagione. Confidiamo che dalla Pasqua in poi cambi qualcosa, che sia migliore. Non ci sono notizie forti nell’aria, ma sicuramente l’ottimismo nel nostro cuore non può mancare».



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