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l’emergenza coronavirus 

Prenotazioni e disdette nei ristoranti: il cenone di San Silvestro è un rebus

Simona Peselli
Prenotazioni e disdette nei ristoranti: il cenone di San Silvestro è un rebus

E c’è già chi sta preparando un piano B: in caso di positività o quarantena, piatti portati direttamente a domicilio

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Simona Peselli

Montecatini. Il balletto del cenone dell'ultimo dell'anno al ristorante. Anche a Montecatini l'incertezza per i ristoratori è l'unica realtà che accomuna la categoria.

«È tutto un cancellare e riprenotare – spiega Fabio Cenni titolare dell’hotel Ercolini e Savi di via San Martino e del ristorante la Pecora nera – c’è tanta gente che prenota e vuol venire e poi cancella, dal momento che finisce in quarantena. C’è poi chi prenota quei posti che si sono liberati. La situazione del 31 dicembre a questo punto si farà chiara soltanto il primo gennaio... C’è un’incertezza che fa paura. Come tutti gli anni abbiamo preparato un menu fisso con musica dal vivo, ma ovviamente senza la possibilità di ballare».

Valeria Innocenti, titolare dell'omonimo albergo e del ristorante La Mandragola parla di una situazione disastrosa. «Avevamo 25 persone in arrivo per il 27 dicembre che hanno annullato, perché è risultato positivo uno del gruppo – dice Innocenti – e gli altri sono finiti in quarantena . Ci prenotano tre posti o quattro tavoli, poi li disdicono. Dopo poco arriva un'altra conferma. È una storia assurda di tira e molla».

Incertezza piena nel futuro. «Abbiamo volutamente deciso di ridurre anche la capienza della sala - spiega Innocenti - per non avere problemi. Alcuni clienti hanno chiesto di poter ricevere a domicilio il cenone nel caso che dovessero richiudere tutto. Siamo in un limbo soprattutto per la spesa».

Una cucina e la relativa dispensa da riempire richiede almeno un minimo di certezza. «Abbiamo fatto un menu solo di cibi freschi – aggiunge Valeria Innocenti – e nulla di congelato. È chiaro che se ho ordinato carne e pesce fresco per settanta persone e poi me ne ritrovo dieci è già una rimessa. Siamo in una sorta di nuvola e non riusciamo a vedere chiaro oltre. Siamo consapevoli che si tratta di un problema che ci rimane. Certamente chi ha deciso di disdire avrà indietro la caparra. Non è colpa dei clienti se la situazione è questa. Certo per me e i miei colleghi non è un buon momento. E' da piangere. Siamo stati lasciati allo sbando. Abbandonati dallo Stato. In molti stavolta si arrenderanno e chiuderanno le attività».

Così la Mandragola nel menù del 31 dicembre ha previsto anche un menù da recapitare a casa: moscardini in guazzetto di pomodori pizzutelli, garganelli al pesto di pistacchio con vongole e fagiolini, salmone al vapore con emulsione di lime a 25 euro a persona. All'enoteca da Giovanni il titolare appare più tranquillo.

«Non ho previsto alcun menu particolare per l'ultimo dell'anno – racconta il proprietario Giovanni Rotti – così i clienti che decideranno di venire potranno scegliere come al solito dalla lista. Per noi sarà una serata come le altre. Senza vincolo di orario o di obbligo di con acquisto di particolari bevande». Anche l'Osteria di Poneta di via Scannavini, specializzata in cibo toscano e bistecche alla fiorentina, ha deciso di seguire questo modo di lavoro. Il menu sarà alla carta e libero secondo le esigenze dei clienti. Dalla Cascina in viale Verdi il titolare Giacomo Cardelli conclude dicendo: «Purtroppo non riusciamo a fare un conto esatto delle prenotazioni per il 31 dicembre. Disdicono e prenotano e viceversa. Per questo proponiamo una cena soft con sottofondo musicale. Comunque non dimentichiamo che l'anno scorso eravamo chiusi con solo la possibilità dell'asporto».

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