Attenzione
Lo scoglio della messa in liquidità
Una sorta di conflitto “interistituzionale”, con una supremazia normativa tutta da decifrare, ma che parrebbe mettere al sicuro le Terme da una decisione univoca da parte della Regione. Si sarebbe discusso anche di questo ieri, in assemblea dei soci, e non a caso i protagonisti hanno parlato al plurale e utilizzato la parola “condivisione” per tracciare la via maestra di uscita dalla crisi. In poche parole: il Defr regionale, dopo diversi rinvii, ha stabilito nel 31 dicembre il termine ultimo per avviare la procedura di messa in liquidità delle Terme; ma affinché questo passaggio si concretizzi (questa la posizione del Comune) serve, secondo quanto stabilito dallo statuto societario, una maggioranza più ampia e qualificata (e si legga tranquillamente “unanimità”, essendo solo due i soci pubblici). In pratica, Defr e liquidazione sarebbero “neutralizzati” da quanto previsto da un “organismo superiore” (lo statuto). Risultato: o si entra in una deleteria (per tutti) e infinita impasse, oppure si trova – appunto – la “condivisione”. Alla prossima assemblea (straordinaria) la sentenza.
(david meccoli)
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