La manifestazione
Il Comune a mezzo servizio causa Covid Chiusi l’Urp e l’ufficio protocollo
Simona Peselli
Monsummano. A Monsummano il palazzo comunale è di nuovo chiuso per Covid, ma stavolta solo parzialmente. A spiegarlo è la sindaca Simona De Caro: «Non riuscendo a garantire l'intera copertura dell'orario di servizio a causa della recrudescenza della pandemia e delle collegate numerose assenze di personale per quarantena cautelativa, si dispone la chiusura pomeridiana dell'ufficio relazioni con il pubblico e dell'ufficio protocollo fino al 6 gennaio». Alcuni dipendenti lavoreranno da casa. «Il pomeriggio il Comune sarà chiuso al pubblico, ma continueranno a fare il proprio lavoro in smart working».
Sembra il replay di un film già visto. Come lo scorso anno quando i portoni erano sbarrati, perché ci trovavamo nel pieno della pandemia. Stavolta non sono tanto i casi (che si contano su una mano) fra i dipendenti, ma piuttosto i contatti con i positivi. «Non riusciamo a garantire i servizi - chiosa la sindaca - e quindi è chiuso il pomeriggio, ma solo al pubblico. C'è chi lavora da casa. L'attività comunale va avanti. Purtroppo la diffusione del virus è parecchio veloce». A Monsummano non sono in programma ulteriori restrizioni. «Credo che già i provvedimenti del Governo siano stringenti - chiarisce De Caro - quindi personalmente non ho fatto nulla di più. Noi non facciamo eventi, ma il mercato del lunedì resta aperto, la gente deve lavorare. Piuttosto intensifichiamo i controlli, grazie al raccordo con le altre forze dell'ordine. Anche i giardini restano accessibili». De Caro aspetta una stretta dal Governo. «La maggior parte delle persone è vaccinata e responsabile, adesso le azioni le deve fare il Governo verso i non vaccinati».
Il Comune di Monsummano non dimentica chi ha bisogno. «Continuiamo ad erogare i buoni spesa - aggiunge De Caro - solo a dicembre siamo arrivati a distribuire 40.000 euro di buoni per 138 domande». La sindaca e i vaccini. «Sono contenta di aver fatto la terza dose il 16 dicembre - racconta - adesso mi fa paura l'aspetto economico più che quello sanitario. La mia amministrazione ha cercato in tutti i modi di aiutare le fasce più fragili». E si prodiga in consigli: «Dopo due anni dobbiamo avere acquisito certi comportamenti. Dovremo convivere ancora per molto con il virus. È importante l'uso della mascherina, disinfettarsi, mantenere la distanza, dei comportamenti che devono entrare nella vita delle persone». Sul vaccino. «Ho dato l'esempio con la mia famiglia. Io, mio marito e i miei figli ci siamo vaccinati. Abbiamo dato il nostro contributo. Faccio un appello a chi non lo ha ancora fatto - conclude De Caro - se davvero le terapie intensive sono piene all’80% dai non vaccinati, significa che quei posti sono tolti a chi ha bisogno di ricorrere alle terapie intensive. Non esiste solo il Covid. Chi vive in una comunità non può fregarsene degli altri».
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