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la protesta  

Cantiere troppo lento al cimitero di Collodi «Lavori fermi da mesi»

Maria Salerno

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Maria Salerno

Pescia. «I lavori vanno troppo a rilento. Spesso vediamo il cantiere senza alcuna attività. Dopo 9 mesi speravamo si fosse già a buon punto». Sono le proteste dei collodesi in merito ai lavori al cimitero della frazione.

Quando il Comune ne aveva annunciato la partenza, la scorsa primavera, i cittadini avevano plaudito entusiasti. Da tempo, infatti, era atteso un intervento relativo alla messa in sicurezza e alla riduzione del dissesto idrogeologico dell’area. «Dopo essersi sentiti raccontare di enormi somme a disposizione e lavori di risanamento, la situazione è peggiore di quanto potessimo immaginare – gli fa eco il consigliere Oliviero Franceschi (Lega) - Cantiere fermo da chissà quanto, forse perché la società costruttrice è tra quelle indagate per i fatti che hanno travolto l’ufficio tecnico pesciatino, ma il cartello di consegna lavori parla di una scadenza ad ottobre 2020».

Anche alla parte non interessata dai lavori non è toccata sorte migliore, in quanto funestata da copiose infiltrazioni secondo quanto riferiscono gli stessi cittadini. Il comune di Pescia aveva presentato, nel corso del 2019, per la zona di Collodi Castello e per il cimitero, un progetto che ha ottenuto un importo di 420 mila euro, erogato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica. Il contributo rientra in un piano nazionale di tutela ambientale, il cosiddetto “Proteggi Italia”, interventi cantierabili per la mitigazione del rischio idrogeologico.

I lavori al cimitero sono finalizzati non solo alla messa in sicurezza del camposanto, ma ad una sua più ampia ristrutturazione. «Spese inutili laddove si fa immagine – ha concluso Franceschi – e soldi buttati e cantieri fermi un po’ ovunque. Poi i famosi milioni promessi di lavori per la vendita del depuratore di Veneri, cosa di cui ci pentiremo amaramente, bloccati dai magistrati contabili che ordinano di non spendere nemmeno una lira, ma di usarli per ripianare i debiti. Questo lo dico da 7 anni, ma il palcoscenico voleva Arlecchino, invece tocca sempre a Pantalone».

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