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Cambia il gestore del servizio idrico L’allarme degli hotel: bollette più care

David Meccoli

Secondo Apam Federalberghi, il passaggio da Acque Toscane ad Acque Spa porterà a un aumento delle tariffe fino al 40%

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David Meccoli

Montecatini. Con il cambio del gestore idrico la categoria alberghiera rischia un aumento in bolletta fino al 40% in pochi anni. È l'allarme lanciato da Federalberghi Apam in vista del passaggio di consegne tra Acque Toscane (il 31 dicembre scade il contratto di concessione del servizio di gestione dell’acquedotto) e Acque Spa, che già si occupava di fognatura e depurazione.

Secondo l'associazione questo avvicendamento avrà profonde conseguenze per la categoria alberghiera, che «perderà infatti la possibilità di usufruire della tariffazione che finora si divideva in tre fasce crescenti (in base all’utilizzo) e attribuita a seconda del numero dei posti letto». Gli hotel saranno così inseriti in una più ampia e generica categoria denominata “utenti commerciali e artigianali” (“piccoli”, con superficie inferiore ai 500 mq, e “grandi” con superfici superiori), con aumenti in bolletta non indifferenti, secondo l'Apam. L'associazione ha partecipato a diversi incontri a livello di ambito, promossi dall’assessore Alessandro Sartoni e alla presenza di rappresentanti di Acque Spa, durante i quali - si legge nella nota - «è stato comunicato che gli aumenti conseguenti potrebbero toccare il 10% l’anno, con la possibilità di arrivare a un totale del 40% in pochi anni (e questo senza considerare altri aumenti “fisiologici” e connessi a inflazione e rimodulazione delle tariffe, che si presume possano ammontare a un ulteriore 6% annuo)».

L’associazione è inoltre venuta a conoscenza che, grazie a speciali fondi europei legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza, sono stati destinati investimenti alle reti idriche, ma che non riguarderebbero la nostra zona. «Se così fosse - scrive l'Apam - perderemmo un’importante occasione per ristrutturare il nostro vecchio acquedotto con risorse pubbliche, cosa fondamentale e attesa da anni, per ottenere una consistente riduzione dei costi del servizio in tariffa. Conseguenza, a nostro avviso, di un limitato peso politico del nostro territorio, dovuto anche al fatto che nel consiglio direttivo di Acque Toscane siede solo un rappresentante e non è del Comune di Montecatini».

«La congiuntura generale, causata da una situazione pandemica che continua fortemente a caratterizzare negativamente l’economia del settore dell’accoglienza, sommata a nuovi e consistenti aumenti dei costi legati ai consumi (oltre all’acqua, quelli di gas ed energia elettrica) - prosegue l'Apam - risulta essere fortemente penalizzante per gli albergatori di Montecatini. È assurdo che un albergo, che in buona parte consuma acqua per i servizi sanitari della propria clientela e non certo solo destinandola a un uso produttivo, debba sottostare alla medesima tariffazione di un’attività industriale artigianale».

«Nelle trattative finora intercorse grazie all’intervento dell’assessore Sartoni, siamo riusciti ad avere attenzione alla nostra particolare situazione da parte dell’Autorità Idrica Toscana, che si è presa l’impegno di contenere l’aumento tariffario. Resta da capire come mai il nostro territorio è rimasto fuori dagli interventi alla rete idrica programmati con risorse Pnrr», conclude Carlo Bartolini, presidente Apam.

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