Il Tirreno

Montecatini

aspettando le feste 

Il panettone “rivisitato” di Daniele Greco Il segreto? La passione

S.P.

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Montecatini. Quasi tutti i dolci buoni nascono per caso. Poi le ricette tramandate da generazioni spesso si arricchiscono e li rendono unici. C'è chi dice che le origini del panettone vadano ricercate spulciando nel XV secolo alla Corte di Ludovico il Moro, signore di Milano. Sembra che uno dei cuochi inavvertitamente bruciò un composto fatto per un dolce. Ed ecco che entra in scena la figura mitologica di un certo Toni, lo sguattero “pelapatate” della cucina che mescolando lievito, farina, uova canditi e zucchero tirò fuori dal forno un bel dolce lievitato e soffice. Così la famiglia Sforza, che a quanto pare gradì molto l'esperimento offrì un nome chiamandolo Pan di Toni nei secoli diventato Panettone. Chissà come chiameranno un giorno il panettone inedito di Daniele Grieco, alla “corte” di Michela, sua moglie, con la quale gestisce la pasticceria Sweet in via Balducci a Montecatini. Frutti di bosco, quello al cioccolato bianco e albicocca, cioccolato e pere, oppure semplicemente al cioccolato oppure classico per chi non vuole abbandonare la tradizione.

Non è semplice fare i panettoni. «Ci vuole tanto impegno e amore - racconta Michela Grieco - sono il risultato di una lunga lievitazione. Poi vanno fatti riposare a testa in giù per asciugare. Non basta un solo giorno».

Solo ingredienti freschissimi e di prima qualità. Molta cura anche per le confezioni. «Facciamo confezioni regalo oppure semplici – dice Michela – sempre rispettando le esigenze dei clienti, ma senza dimenticare anche la nostra vena artistica. Per comprarli arrivano anche da altre città. È una tradizione che si ripete ogni anno. Addirittura giungono ordinazioni anche dall'estero. Anche ieri abbiamo spedito dei panettoni in Francia».

Il panettone più gettonato è quello al gusto di frutti di bosco. «Ma non solo – continua Michela Grieco – c'è una richiesta incredibile dell'abbinamento albicocca e cioccolato bianco. Sono belli grandi possono superare anche i due chilogrammi. Così non c'è rischio che qualcuno a tavola possa restare senza il suo pezzo di dolce ».

Non soltanto buoni, ma anche belli da vedere. «Per chi vuole stupire ci sono quelli nella ' gabbia dorata ' – racconta Michela – oppure nello scrigno prezioso. C'è chi poi lo desidera personalizzato e allora la nostra fantasia si scatena creando panettoni unici e rigorosamente artigianali».

S.P.

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