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Gli rubano il furgone nuovo frutto dei sacrifici di una vita: il furto e l'appello della figlia

Simona Peselli
Vincenzo Miceli mentre abbraccia il furgone acquistato con i risparmi di una vita prima del furto
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Vincenzo Miceli mentre abbraccia il furgone acquistato con i risparmi di una vita prima del furto

Il furto domenica notte proprio di fronte all’abitazione della famiglia Miceli. L’appello della figlia: «Aiutateci a ritrovarlo: per lui è molto più di un mezzo» 

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Monsummano. C'è un uomo che abbraccia il suo furgone. È un lavoratore. Un muratore con le mani grandi e piene di calli. Che ogni mattina si alza presto e fa un mestiere di quelli che pioggia, vento o freddo non permettono di fermarsi mai. In questa immagine è impresso un momento di vita vissuta. È racchiusa la soddisfazione di aver raggiunto un obiettivo. Uno scatto che immortala non una vacanza in un'isola esotica e neppure un'automobile di lusso. C'è un signore non più giovanissimo che abbraccia il suo nuovo mezzo. Un padre, un marito, un cittadino.

Quella stessa fotografia che pubblichiamo sopra oggi serve per cercare informazioni (il mezzo è targato FW 616 YF). Perché domenica notte qualcuno ha forzato la serratura e si è portato via il furgone da lavoro di Vincenzo Miceli. Che lunedì alle sei del mattino, quando è uscito dalla porta di casa per andare a 'faticare', non l'ha trovato più. Una piazzola ricavata proprio nello spazio antistante la sua abitazione. Sott'occhio della famiglia. Ma non è bastato. Quel furgone semi nuovo deve aver fatto gola a qualche malvivente. Che ha approfittato delle ore notturne per sottrarlo al legittimo proprietario.

«Il mio babbo era riuscito ad acquistarlo dopo tanti anni di lavoro – racconta la figlia Annalisa Miceli – prima aveva una vecchia Apecar che è durata più di vent'anni. Era così felice di averlo comprato...»

Questo furto è odioso come lo sono tutti. «A livello emotivo – continua la figlia – è stato un bel colpo. Per anni si era sacrificato. Il suo lavoro di muratore è veramente duro e faticoso. Aveva poco più di un anno di vita. Avrebbe dovuto essere il suo veicolo in questi ultimi anni prima della tanto meritata pensione. Non pretendo di “smuovere” l'animo di chi l'ha rubato. Ma spero che se qualcuno ha visto oppure è a conoscenza di qualcosa ci possa aiutare».

Lunedì mattina Miceli si è recato alla stazione dei carabinieri di Monsummano per sporgere denuncia di furto. «Speriamo che al più presto le forze dell'ordine possano anche visionare le telecamere di sicurezza che sono vicine a noi. Alla ricerca di qualche immagine che possa servire alle indagini».

Il furgone è stato sottratto nella notte di domenica da via Francesca nord a Monsummano Terme al numero 742. «C'è da capire se è stato portato via e caricato a sua volta su un mezzo più grande per nasconderlo – aggiunge Annalisa Miceli – oppure se chi l'ha rubato sta girando proprio su questo furgone per l'Italia. Speriamo che già non l'abbiano inviato all'estero».

La famiglia Miceli tutta unita con il capofamiglia in questo appello. «Ci sta molto a cuore poterlo ritrovare – conclude la figlia – per noi non è soltanto un oggetto, un bene materiale: per il mio babbo è la sua vita. Ha sempre lavorato tutti i giorni per non farci mancare nulla. Lui sta malissimo senza il suo mezzo. Dobbiamo riportarglielo a casa. Così speriamo ».

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di Redazione web