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la grande arte in valdinievole  

Eike Schmidt e Giani inaugurano gli Uffizi diffusi a Monsummano

Giancarlo Fioretti
Eike Schmidt e Giani inaugurano gli Uffizi diffusi a Monsummano

Il direttore della galleria e il presidente della Regione al battesimo dell’apertura della mostra  Esposti al Mubi gli schizzi preparatori di Giovanni da Sangiovanni per il santuario di Fontebuona

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Giancarlo Fioretti

Monsummano. Il progetto 'Uffizi diffusi' decolla a Monsummano. E lo fa con una inaugurazione-evento al museo Mubi, cui hanno partecipato fra gli altri il direttore delle gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, e il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Quattro schizzi preparatori di Giovanni da Sangiovanni, utilizzati come modello per la realizzazione delle lunette del santuario di Maria Santissima di Fontebuona, saranno infatti esposti fino al 13 febbraio nel museo della città e del territorio, meglio noto con l'acronimo di Mubi.

«Si tratta di un grande riconoscimento e di una grande opportunità non soltanto per Monsummano – ha affermato, non senza emozione, la sindaca Simona De Caro – ma per tutta la Valdinievole. È la consacrazione del connubio territorio-arte-cultura che da sempre caratterizza il nostro operato e che ci porta a gestire l'attività di ben tre realtà museali, caratterizzate dalla peculiarità delle collezioni esposte e dal loro accesso libero e gratuito per tutti».

Visibilmente raggiante per aver inserito Monsummano nel circuito museale che conta, è parsa l'assessora alla cultura, nonché vicesindaco, Elena Sinimberghi. «Per noi l'arte è un volano per la nostra anima e un modo per collegarsi alla nostra storia. Questo traguardo – prosegue l'assessore – dà poi coronamento a un lungo lavoro stratificato nel tempo che, partendo dalle lunette affrescate della basilica, ha coinvolto l'artista a 360 gradi, andando a valorizzare anche i suoi schizzi preparatori. Di Giovanni da Sangiovanni – conclude Elena Sinimberghi – vorrei ricordare anche la mostra dei suoi dipinti sempre al Mubi, realizzati durante il suo soggiorno in Valdinievole ai tempi della peste del 1630-1633».

La particolarità del legame che unisce l'artista del primo seicento con quest'angolo della Valdinievole, è stato poi ampiamente sottolineato dal direttore degli Uffizi Eike Schmidt. «La necessità di sfuggire a un'epidemia – ha affermato il direttore degli Uffizi – condusse a suo tempo in questi luoghi uno dei protagonisti più importanti della pittura seicentesca. In poco tempo, la sinergia fra comune di Monsummano e direzione degli Uffizi ha consentito l'esposizione di queste opere realizzate su carta e quindi particolarmente delicate. In quest'anno, questo è il decimo progetto di Uffizi diffusi che è andato a buon fine. E sono certo che l'anno prossimo questo irreversibile processo di far uscire le opere d'arte dai magazzini degli Uffizi per renderle visibili sul territorio, non potrà che andare avanti».

Ma c’è di più. «Vorrei per alttro sottolineare – conclude Eike Schmidt – la nostra assoluta volontà di valorizzare i singoli territori della nostra regione. Fedeli alle volontà della granduchessa Anna Maria Luigia de' Medici, tutte le opere d'arte toscane di qualsiasi tipologia non devono varcare i confini regionali. E questo, in un continuo sforzo di valorizzazione del nostro territorio».

Il concetto di arte che unisce territori anche distanti nell'ambito regionale, è stato poi utilizzato dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani per il suo intervento conclusivo. Ispirandosi alla presenza in sala della neo consigliera provinciale nonché sindaca di Larciano Lisa Amidei, il presidente toscano ha sottolineato che «vi sono personaggi che uniscono luoghi molto distanti fra loro. Francesco Ferrucci, per esempio, fu podestà a Larciano, per poi divenire eroe della libertà fiorentina e morire nella battaglia di Gavinana. Giovanni da Sangiovanni unisce invece con la sua arte il Montalbano, la Valdinievole, la città di Firenze e il Valdarno. In un abbraccio ideale che gli Uffizi diffusi contribuiscono a reclamizzare».

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