Lutto
Da fuori un giovane li minaccia: rinchiusi di notte nel loro bar
L’arrivo dei carabinieri alle tre del mattino libera i titolari e la cameriera
Giancarlo Fioretti
MONTECATINI. Solo l’intervento di due pattuglie dei carabinieri ha consentito ai titolari del bar Mago Merlino di Montecatini, e a una loro dipendente, di poter lasciare liberamente il locale nella notte fra sabato e domenica. A impedirgli, di fatto, l’uscita era stato un giovane del luogo, con il quale i proprietari del bar stanno per iniziare un procedimento giudiziario che lo vedrà accusato di favoreggiamento in un furto avvenuto circa un anno e mezzo fa all’interno del bar. Il ragazzo, forse in stato di alterazione, ha a lungo minacciato i due titolari del bar e la loro dipendente mentre stavano effettuando le pulizie, terrorizzandoli a tal punto da non farli uscire in strada per un’ora.
«Le telecamere di sorveglianza – afferma Sara Aiba, titolare con il figlio Paolo del bar di via Enrico Toti – avevano a suo tempo ripreso le immagini di un furto ai miei danni. Le immagini registrate, hanno portato all’incriminazione di due soggetti, uno dei quali è tornato nel nostro locale prima cercando un accomodamento, poi impedendoci di fatto l’uscita con minacce di vario genere».
Il bar Mago Merlino, soprattutto nei fine settimana, chiude a notte inoltrata. «Sabato abbiamo lavorato tantissimo – prosegue la titolare – e alle tre abbiamo deciso di chiudere per iniziare le pulizie. Una volta abbassate le luci si è presentato questo soggetto che, sia nelle ore che nei giorni precedenti, aveva ricominciato timidamente a frequentare il nostro locale. Sapendo che tra pochi giorni saremmo andati a giudizio per quel furto mi aveva addirittura chiesto di ritirare la vecchia denuncia. La mia risposta è stata ferma ed educata: gli ho detto semplicemente che ci avrei pensato durante il fine settimana e che poi ne avremmo riparlato lunedì».
La settimana inizierà invece con un’altra denuncia ai danni dell’uomo, oltre a quella di favoreggiamento per cui dovrà rispondere a breve. «Questo giovane – conclude Sara Aiba – ci ha scorto all’interno del locale e ha iniziato a sbattere violentemente con i pugni contro le vetrate offendendoci e minacciandoci di morte. Sotto la giacca nascondeva poi un oggetto dicendo che per noi era finita. Dopo aver atteso 45 minuti, sono finalmente arrivate due pattuglie dei carabinieri e noi siamo potuti uscire dal locale».
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