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Crollata con la pandemia la produzione di rifiuti urbani

Crollata con la pandemia la produzione di rifiuti urbani

Montecatini segna un -10% Ma l’Ato Toscana Centro in generale raggiunge comunque il 66,56%  di raccolta differenziata

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MONTECATINI. Crolla la “produzione” di rifiuti a Montecatini nel corso del 2020, in un contesto che vede comunque una crescita della raccolta differenziata in tutto il territorio gestito da Ato Toscana Centro. Che ora mette le mirino quota 75 per cento grazie anche alla riorganizzazione dei servizi in atto, oltre che nella città termale, a Pistoia e a Firenze.

Lo scrive, in una nota, la stessa Ato, che sottolinea come la raccolta differenziata nel territorio di sua competenza cresca nonostante il periodo di pandemia. È questo quanto risulta dal documento dell’Agenzia regionale recupero risorse, che certifica dati e andamento della raccolta differenziata per i 273 comuni toscani. Nell’Ato Toscana Centro, infatti, la raccolta differenziata lo scorso anno è cresciuta dell’1,46%, arrivando a un totale del 66,56%, nonostante un contesto caratterizzato dalla consistente riduzione della produzione di rifiuti (-7%) determinata dalla pandemia.

L’effetto si è concentrato soprattutto sulle attività commerciali e i servizi e ha riguardato in particolare i comuni più grandi e le città d’arte. In questo quadro, ben 15 comuni – tra i quali Firenze e Montecatini – con oltre 500mila abitanti totali, hanno registrato nel complesso una riduzione superiore al 10%.

Nonostante la riduzione della produzione di rifiuti abbia interessato in modo particolare le attività produttive, che danno un contributo importante alla raccolta differenziata, si è comunque registrato un aumento per quest’ultima in 32 comuni dei 65 presenti nell’ambito. Tra i comuni che registrano un aumento, emergono quelli che nel 2020 hanno completato la trasformazione delle modalità di raccolta. Nel 2020 solo 12 comuni mostrano infine valori di raccolta differenziata inferiori al 65%. Negli altri 9 comuni – Firenze, Pistoia e Montecatini in testa – nel 2021 è stata avviata la trasformazione dell’organizzazione dei servizi, i cui risultati, secondo Ato, «stanno confermando la possibilità di raggiungere un valore di ambito del 75% già nel 2024».

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