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Montecatini

La minoranza sfiducia il sindaco con una mozione

Simona Peselli
La minoranza sfiducia il sindaco con una mozione

Il documento sarà presentato in consiglio e invita la maggioranza a votarlo «Baroncini non ha detto la verità sui documenti presentata dal privato»

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Simona Peselli

MONTECATINI. «Il sindaco ha mentito e in questo delicato momento non ci possiamo permettere di avere una persona così». Comincia così la conferenza stampa della minoranza in palazzo comunale, convocata dopo l'esito negativo del bando delle Terme. Per oggetto: “La mozione di sfiducia al sindaco ai sensi dell'articolo 27 dello statuto comunale e dell'articolo 52 del Tuel”, firmata da Helga Bracali, Simone Magnani, Edoardo Fanucci, Andrea Gabbani, Ennio Rucco, Siliana Biagini, Nicola Guelfi e Gianna Rastelli.

Sul tavolo il salvataggio delle Terme di Montecatini spa, che per la minoranza dovrebbe basarsi su tre punti: l'acquisizione dell'edificio del Tettuccio da parte della Regione, come promesso in campagna elettorale, l'acquisto della Fondazione cassa di risparmio delle Terme Excelsior con la finalità di trasformarlo nel progetto Uffizi diffusi, e la gestione (con qualcosa di più da parte del comune) dello stabilimento Torretta e del suo parco, che altro non sarebbe che un prolungamento della pineta comunale. «Il nostro “piano b” – sottolinea Helga Bracali – è cominciato il 19 ottobre con i viaggi a Roma nei vari ministeri, e il sindaco Baroncini era al corrente di questo».

La minoranza torna alle dichiarazioni rilasciate da Baroncini durante la procedura pubblica di bando per la sottoscrizione di quote di capitale della società Terme di Montecatini spa, relativamente alla completezza della documentazione allegata all'offerta. «Baroncini aveva garantito un suo impegno quotidiano sulla questione Terme – chiosa Simone Magnani – .Doveva essere previdente e lavorare da buon padre di famiglia per proteggere la sua città. Le sue dichiarazioni sono incredibili,, come sono folli i giorni trascorsi in cui rassicurava tutti».

Nella mozione infatti è evidenziato che «lo stesso sindaco, su esplicita richiesta formale del presidente della commissione di controllo delle società partecipate, confermava dette dichiarazioni (completezza della documentazione allegata all'offerta) durante la riunione della commissione stessa. E anche nel consiglio comunale e a mezzo stampa il sindaco dichiarava che una sua risposta poteva essere ritenuta turbativa d'asta».

Sempre secondo la minoranza Baroncini il 9 dicembre esponeva che le scelte sulla chiusura della procedura di bando erano state prese dall'amministratore unico Alessandro Michelotti d'intesa con i soci, dichiarando di aver preso parte al processo valutativo della procedura. E qui sta il punto. Secondo la minoranza il sindaco ha dichiarato che i documenti da allegare alla manifestazione d'interesse ci fossero tutti. Implicitamente anche la famosa garanzia dei centomila euro. «Visto che sono da ritenere non veritiere le risposte rilasciate alla commissione consiliare di controllo e al consiglio comunale, il rapporto fiduciario con la città non può che essere venuto meno dopo le contraddittorie dichiarazioni su un tema di vitale importanza per la città. Oltre che per la totale assenza di attività amministrativa complessiva». Così la minoranza invita i componenti della maggioranza che “parlano male” di questa giunta alle spalle a votare insieme a loro la mozione di sfiducia.

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