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Montecatini

L’ultima speranza 

Ma il “Piano B” è già partito M5S e Pd svelano i retroscena

Ma il “Piano B” è già partito M5S e Pd svelano i retroscena

Bracali e Magnani: «Nel più assoluto riserbo  abbiamo continuato a lavorare  per far sì che l’intervento  governativo fosse possibile»

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MONTECATINI. L’opposizione non appare sorpresa dell’esito negativo del bando. «Avevamo capito già alla fine della prima fase di gara, quando un solo soggetto, per di più all’ultimo minuto della proroga, era risultato idoneo a partecipare – dichiarano i capogruppo Simone Magnani (Movimento 5 stelle) ed Helga Bracali (Pd) –. Così avevamo portato la crisi societaria di Terme sui tavoli ministeriali e lavorato al “Piano B”».

Le opposizioni tramite riferimenti nazionali ed europei avevano aperto un primo dialogo sia con il Mibact che con il Mise, e convocato l’amministratore unico delle Terme a Roma per un incontro con lo staff della viceministra Alessandra Todde. «Pur nel pieno rispetto di una procedura pubblica aperta, nel più assoluto riserbo abbiamo continuato a lavorare per far sì che l’intervento governativo fosse possibile – aggiungono Bracali e Magnani –. Anche in questi giorni i tecnici ministeriali sono stati costantemente aggiornati dai nostri referenti. I nostri consiglieri regionali, la senatrice Bottici, l’europarlamentare Bonafe, la senatrice e sottosegretaria Bini, la senatrice Fedeli e il Vvicepresidente del Parlamento europeo Castaldo si sono fatti parti attive di questo tentativo, coscienti dell’importanza strategica delle Terme di Montecatini, per il riconoscimento Unesco appena ottenuto».

Dai Ministeri c’è stata, finora, massima disponibilità. «In queste ore di smarrimento e sconforto in città deve essere chiaro che, nelle more di un’amministrazione comunale arroccata su un bando senza speranza – aggiungono i capogruppo – si è continuato a lavorare a un percorso che, seppur tortuoso, è una concreta possibilità».

Avanti tutta. «Quando abbiamo compreso la fine della procedura di evidenza pubblica, ci siamo attivati per riaprire il dialogo nell’ottica di un intervento pubblico che faccia da garanzia a una seria partnership con privati di conclamata affidabilità, e questa figura non può che essere ricoperta dal Governo. Siamo convinti che questa sia l’unica strada rimasta».

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