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Montecatini

il processo 

Inseguì la ex moglie con l’auto: assolto

M.D.
Inseguì la ex moglie con l’auto: assolto

Era accusato di violenza privata perché secondo la procura aveva costretto la donna e il suo nuovo compagno a fermarsi

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buggiano. Secondo l’accusa, avrebbe inseguito al volante della propria auto quella su cui viaggiavano l’ex moglie e il nuovo compagno di lei. Per poi, con una brusca manovra, costringere la coppia e fermarsi a lato della strada. E lì, una volta sceso, avrebbe cominciato a prendere a pugni il finestrino della loro auto, fino a quando l’uomo alla guida era sceso ed era nata un’accesa discussione.

Un episodio, quello accaduto nel luglio del 2017 a Buggiano, per il quale il quarantenne di Ponte Buggianese è finito sotto processo con l’accusa di violenza privata. Accusa da cui è stato però assolto dal giudice monocratico del tribunale di Pistoia.

A dare il via al procedimento, la denuncia contro di lui sporta dalla ex moglie dal suo nuovo compagno, le cui dichiarazioni però sono state contestate in aula dal difensore dell’imputato, l’avvocato Andrea Galeassi, che ha sottolineato come mancassero le prove certe per una condanna, e come, nel corso della testimonianza resa in tribunale, l’ex moglie dell’imputato e il nuovo compagno abbiano reso dichiarazioni giudicate fumose e a tratti perfino contraddittorie rispetto al contenuto della denuncia.

L’imputato ha spiegato a sua volta, che, nell’occasione, c’era stato effettivamente un diverbio riguardante il pagamento degli alimenti alla figlia, ma che lui non aveva posto in essere alcun comportamento violento.

In sede di discussione, il pubblico ministero ha chiesto la condanna del quarantenne alla pena di un mese di reclusione, sostenendo che l’istruttoria aveva confermato i fatti descritti nel capo di imputazione. L’arringa dell’avvocato Galeassi è partito dall’analisi di una sentenza della Cassazione su un caso apparentemente simile, in cui però la condanna dell’imputato si era basata su plurime manovre azzardate di un automobilista che, più volte, aveva tagliato la strada a un altro fino a farlo fermare. Secondo il difensore, invece, in questo caso, il suo assistito si era limitato a sorpassare l’auto dove viaggiava la ex moglie per poi fermarsi poco più avanti. Inoltre ha sottolineato che nel corso del processo non era stata raggiunta la prova della costrizione, che è alla base del reato di violenza privata.

Dopo la camera di consiglio, il giudice ha assolto l’imputato sulla base dell’articolo 131bis del codice penale, in ragione, quindi, della particolare tenuità del fatto contestato.

M.D.

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