La protesta
Franceschi (Lega): «La sindaca supplente decida cosa vuol fare»
Pescia. Una lettera aperta al prefetto Gerlando Iorio per denunciare il «totale scollamento» tra istituzioni e città. A scriverla è il consigliere Oliviero Franceschi (Lega), che esordisce con una domanda: «Cos'altro deve succedere a Pescia per mettere la parola fine a una stagione di veleni e distruzione del patrimonio pubblico? Forse non è ancora finita, perché c'è da aspettarsi una decisione infausta dalla Corte dei Conti, su cui questa amministrazione e la precedente hanno messo un chiaro sigillo sull'incapacità a ben amministrare».
Il riferimento è all’udienza della magistratura contabile sulle vicende finanziarie del Comune che si svolgerà il 2 dicembre. Ad ogni modo non è l'unica questione che il consigliere di minoranza solleva. «Oggi assistiamo a una serie di inspiegabili avvenimenti. Un fattaccio accaduto alla sindaca in carica, di cui si può dire tutto meno metterne in discussione l'onestà, ha fatto sì che si sia chiusa in un silenzio inspiegabile e mi chiedo se davvero ciò che è accaduto ha lasciato in lei la convinzione che è meglio non continuare questa esperienza. Allora prenda la giusta decisione. Se invece, per lei la giusta decisione è quella di recuperare energie per tornare tonica e determinata, lo dica chiaramente».
Il consigliere sembra voler ipotizzare l'eventualità di un avvicendamento a Palazzo del Vicario tant'è che prosegue dicendo: «La supplenza della supplenza a Pescia diventerebbe solo un pretesto per aspettare i termini della sospensione di un sindaco che ancora spera di poter tornare (o così si immagina lui) a governare una città sventrata da sue decisioni vecchie e nuove in ogni suo aspetto, sia economico che politico. In tutto ciò, i consiglieri comunali continuano a non conoscere cosa succede nella giunta che li rappresenta e a rispondere in maniera vaga ai cittadini».
La lettera si conclude con una richiesta al prefetto di comunicare quelli che potrebbero essere «i possibili scenari e le loro tempistiche stante l'incontrollabile situazione amministrativa che si e venuta a creare nel comune dove si assiste a uno scollamento totale tra istituzioni e città».
Maria Salerno
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