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Col Super green pass meno prenotazioni di famiglie con figli per le feste di Natale

Simona Peselli
Col Super green pass meno prenotazioni di famiglie con figli per le feste di Natale

Assohotel chiede che almeno il governo conceda la riapertura dei buffet: «Aiutano il nostro lavoro» 

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Simona Peselli

MONTECATINI. Alberghi e “Super green pass”. Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 26 novembre che introduce il Green pass rafforzato, ovvero un certificato valido solo per le persone vaccinate o guarite dal covid. Il nuovo certificato sarà necessario in zona arancione e bianca dal 29 novembre, e per un periodo transitorio anche in zona bianca dal 6 dicembre al 15 gennaio. Sarà obbligatorio per accedere a spettacoli, eventi sportivi, ristorazione.

Fabio Cenni presidente di Assohotel e titolare dell'Hotel Ercolini e Savi e del ristorante” La pecora nera” chiarisce che «il Green pass rinforzato è solo per i ristoranti. Per gli alberghi sarà sufficiente quello base. Per i ristoranti, già con la zona bianca (ovvero sempre) è necessario il Green pass rinforzato, cioè vaccinati o guariti ».

Come influenzerà le prenotazioni? «A Natale e per Capodanno per il momento si sta registrando un buon movimento, almeno fino a ora – risponde Cenni –. Non dico ai livelli del 2019, ma poco sotto. Eravamo e siamo ancora ottimisti. Certo che con il Super green pass cambierà qualcosa soprattutto per chi ha famiglia. Quelli per esempio che hanno figli di 12 o 13 anni e si rifiutano di vaccinarli sicuramente daranno la disdetta. Questi dovranno rinunciare al soggiorno, è pacifico ».

Montecatini durante la settimana per ora è vuota .

«Vanno meglio i week end. Ho sentito diversi colleghi che mi hanno confermato di essere tutti pieni il sabato sera. Ma non è abbastanza, anzi è proprio poco – aggiunge Cenni –. Di sicuro ci saranno delle cancellazioni. e certamente chi aspettava a prenotare non lo farà. Non è certo un risultato migliorativo per le strutture ricettive».

A livello nazionale come Assohotel Confesercenti arrivano richieste specifiche al governo. «Che almeno ci venga incontro ad esempio sul tema colazioni – dice Cenni –. Il buffet infatti è stato abolito per evitare i contagi, ma se tutti i clienti all'interno dell'albergo ora hanno il Super green pass, quindi o vaccinati, guariti o tamponati, noi chiediamo di reintrodurre almeno il buffet. Questo aiuterebbe molto il lavoro di noi albergatori, perché il buffet significa meno personale e un servizio fluido e molto più facile».

Intanto l'estero è praticamente quasi tutto bloccato. «Qualche arrivo dall'Ucraina e niente di più. Per ora pochissimi stranieri e per lo più italiani – commenta Carlo Bartolini, presidente di Apam Federalberghi –. Dal 6 dicembre gli albergatori che prima non erano chiamati a controllare il Green pass, ora devono farlo. È una decisione che ritengo positiva, offre tranquillità a chi soggiorna in albergo dal punto di vista sanitario, che è il primo obiettivo che dobbiamo cogliere per riportare un’economia di mercato. È da capire se può nascere una disparità con altre strutture non alberghiere come i bed and breakfast. Sarebbe un errore non farlo valere. Potrebbe esserci una disparità commerciale».

Sono penalizzati quei mercati che dal nostro sistema sanitario non hanno ancora un riconoscimento. «Per esempio chi è vaccinato con lo Sputnik e una parte del mercato cinese – conclude Bartolini –. Oggi una forma di tutela è imprescindibile. Le nuove varianti poi possono mettere in crisi il mercato. Vaccinare è l'unica strategia per tornare alla normalità».

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