Il dolore
Super Scilla: a 54 anni ecco il trionfo europeo
All’atleta di Larciano il titolo continentale di body-building «In gara con atlete più giovani, ma lo scarto d’età non c’è»
Roberto Grazzini
Larciano. Vincere una medaglia in una competizione importante per un atleta è il miglior modo di festeggiare un traguardo, un obiettivo o una data speciale. Per quanto riguarda Scilla Saracino, la ricorrenza da onorare era rappresentata dai 30 anni dalla apertura (insieme all’inseparabile Fabio Nencioni, marito e successivamente anche personal coach), della palestra Sport e Forma di Larciano , attività che ha visto la luce nel 1991. La medaglia in questione è del metallo più prezioso, l’oro, a cui va aggiunto il titolo continentale conquistato in quanto Scilla Saracino si è riconfermata campionessa Europea Icn (I Compet Natural) nella categoria Figure a Karlovy Vary cittadina termale della Repubblica Ceca, a circa 120 chilometri da Praga, sede della competizione europea di body-building e fitness. Poi per non farsi mancare niente si è pure portata a casa due bronzi nella categoria bikini sport e figure. Il tutto nella categoria over 40.
All’insegna del motto tanto caro al maestro Manzi “Non è mai troppo tardi”, va doverosamente precisato che Scilla è qualcosina in più di una over 40, perché di primavere ne ha festeggiate 54 in splendida forma come si evince anche dalla foto.
Inoltre sono appena tre anni che si è votata anima e corpo a tale disciplina. «La “colpa” è stata della mia amica grossetana Ilaria Loli che un giorno in palestra mi convinse a cimentarmi in questa avventura. Mio marito ha assecondato la mia volontà tanto da prendermi nella sua scuderia, oltre che tra le mura di casa e dell’attività professionale».
Un binomio azzeccato e vincente. «Scilla – spiega l’allenatore e consorte – è molto spesso costretta a gareggiare, con grande svantaggio, in manifestazioni dove si deve confrontare con atlete di età molto inferiore, perché è assai difficile trovare rivali di elevato spessore agonistico fra le Over 50. Tuttavia, come nella recente esperienza nella Repubblica Ceca, il gap con le nuove leve è minimo».
«Ci tengo a sottolineare – prosegue Fabio – che il percorso per raggiungere grandi risultati è lungo ed impervio e prevede passione, impegno e tanta autodisciplina per superare allenamenti e piani alimentari rigorosi, diventando in assoluto un vero e proprio stile di vita. Infine ricordo che, oltre al lavoro, le gare e tutto il resto esiste anche una famiglia e una casa (a Lamporecchio) da gestire, e un figlio di 15 anni, Lorenzo, che ci segue in tutte le manifestazioni e che è diventato il nostro primo super tifoso.
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