Il Tirreno

Montecatini

L’attacco 

«Sulla sicurezza Baroncini gioca allo scaricabarile dopo aver criticato tanto»

«Sulla sicurezza Baroncini gioca allo scaricabarile dopo aver criticato tanto»

I consiglieri del Pd contestano  le dichiarazioni del sindaco all’indomani del raid contro  i negozi del centro. «Prima  la colpa era sempre di Bellandi»

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montecatini. Le dichiarazioni indignate del sindaco Luca Baroncini per quanto accaduto giovedì al negozio Gucci, con cui ha sottolineato che certe persone(riferendosi al giovane georgiano protagonista del raid contro due negozi in pieno giorno) non dovrebbero girare liberamente, non sono andate giù ai tre consiglieri comunali del Partito democratico (Helga Bracali, Ennio Rucco e Siliana Biagini). «Ma Baroncini – attaccano – lo sa di essere la principale autorità sanitaria cittadina? Noi riteniamo che a quasi tre anni di amministrazione, sia ampiamente dimostrato non solo che i problemi si siano aggravati, ma anche e soprattutto che la guida della città sia politicamente poco seria».

I tre consiglieri si chiedono anche se «Baroncini e i suoi compagni di banco pensano che la gente si sia dimenticata le promesse fatte e le campagne politiche contro il precedente sindaco. Quando in Comune c’era Bellandi e accadevano gli stessi episodi, Baroncini e compagni la colpa la davano a lui. I social sono pieni di post nei quali indicava gli amministratori di allora quali responsabili diretti e chiedeva i voti dei cittadini per cambiare Montecatini».

Poi fanno riferimento anche a un famoso, e triste episodio di quattro anni fa: «Quando nel 2017 ci fu la messa in scena di una finta aggressione a un giovane, furono fatte manifestazioni non autorizzate e chi amministra oggi era in prima fila contro il Comune. Adesso che è sindaco lui, Baroncini che fa? Dà la colpa al Governo E solo perché il ministro non è leghista. Ma non sarà un po’ troppo comodo dare la colpa al Comune se si è all’opposizione, peraltro con una campagna contro le persone, per poi darla al governo (ministro Lamorgese) quando si è diventati amministratori?».

Secondo il Pd, dunque, questo comportamento «è indice di mancanza assoluta di serietà e di rispetto verso i cittadini. E crediamo anche a parlare siano i fatti. Per noi è scontato e pacifico che quando avvengono queste cose non debbano essere scatenate campagne personali contro gli amministratori, per Baroncini e i partiti che lo riconoscono loro leader, evidentemente no. Per loro dipende da chi c’è in Comune».

Detto questo, arrivano le critiche sull’operato amministrativo della giunta in carica. «Crediamo anche che non si possa raccontare alla gente che l’amministrazione attuale abbia fatto qualcosa per la sicurezza. Il numero dei vigili in servizio è diminuito con questa amministrazione. Contrariamente, udite udite, gli agenti in forza al Commissariato, che sono aumentati. La video sorveglianza c’era già, non ci sono maggiori investimenti di bilancio. C’è solo stato un potenziamento che sarebbe arrivato comunque dalle economie di gara. Il nucleo antidegrado era già costituito dal dicembre 2018 e aveva iniziato le sue attività. Il nuovo Commissariato, poi, è bene che Baroncini lo lasci stare, perché autorevoli esponenti della sua giunta sono sempre stati dichiaratamente contrari alla realizzazione della struttura. Ma anche e soprattutto perché ci risulta che il Comune non abbia ultimato le pratiche e che il ministero abbia bloccato il pagamento dell’affitto».

«La triste realtà – conclude la nota dei tre consiglieri di opposizione – è che Baroncini e compagnia hanno tambureggiato per anni sulla sicurezza e con il loro arrivo la situazione è peggiorata. È proprio la situazione urbana l’indicatore più chiaro del totale fallimento di questa amministrazione. La sicurezza cittadina era il primo punto degli impegni di questa amministrazione e Baroncini aveva promesso controlli a tappeto sugli affitti, sicurezza, ordine pubblico, decoro, azzeramento del degrado urbano. Su questi punti non c’è un solo cittadino che riconosce un miglioramento della situazione. E, come al solito, il sindaco fugge dalle proprie responsabilità».



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