La manifestazione
Accuse più lievi per l’ispettore
Processo Pantaleoni, derubricate dal tribunale le imputazioni di corruzione
pistoia. Non corruzione per commettere un atto contrario ai propri doveri d’ufficio, bensì per aver ricevuto denaro per esercitare le sue funzioni. Sono state derubricate nel reato previsto dall’articolo 318 del codice penale (corruzione per l’esercizio della funzione)le imputazioni inizialmente contestate dalla procura come corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (articolo 319) all’ispettore della polizia stradale Gianluca Pantaleoni, ex segretario nazionale della Uil polizia, rinviato a giudizio con le accuse di corruzione, truffa, traffico di influenze illecite, riciclaggio, circonvenzione di incapace.
Ieri pomeriggio, il tribunale collegiale di Pistoia, nel corsi dell’ennesima udienza del processo, ha derubricato i reati di corruzione contestati in alcuni dei capi di imputazione nella forma più lieve prevista dall’articolo 318: da tre a otto anni la pena base prevista da quest’ultimo, invece che da sei a dieci.
I giudici hanno poi ascoltato le testimonianze di due poliziotti che hanno condotto le indagini, mentre si è avvalsa della facoltà di non rispondere la compagna dell’imputato.
Pantaleoni, residente a Lucca, aggregato alla sezione della Polizia stradale di Montecatini (ma in forza al comando lucchese, dopo aver diretto la sezione di Viareggio), era finito nel mirino della polizia dopo una segnalazione sugli anomali giri di denaro sui suoi conti correnti: circa 900.000 in tre anni. Tutti i reati contestati sarebbero secondo la procura riconducibili alla continua necessità di denaro dovuta al vizio del gioco d’azzardo.
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