Toscana
Il ruolo delle donne nelle religioni, dialogo con i capi delle comunità locali
Iniziativa organizzata da Fidapa all’hotel Croce di Malta alla presenza di rappresentanti cattolici, ortodossi e islamici
Giancarlo Fioretti
MONTECATINI. Il desiderio di reciproca conoscenza è stato il segreto del grande successo di pubblico del convegno tenuto all’hotel Croce di Malta. Un appuntamento rivolto all’esplorazione dell’universo femminile attraverso le concezioni e le ritualità delle religioni abramitiche. Promotori dell’iniziativa, l’Ufficio per il dialogo ecumenico e interreligioso della Diocesi di Pescia e la Fidapa, la Federazione italiana donne arti professioni affari. Dietro questo acronimo, si srotola una storia lunga oltre 90 anni, da quando cioè nel 1930 Maria Castellani fondò in Italia l’associazione consorella della statunitense Federation of business and professional women, nata nel 1919 con lo scopo di aiutare le donne a mantenere i posti di lavoro acquisiti durante il primo conflitto mondiale.
Il meeting interreligioso ha cercato di spiegare al folto pubblico in sala l’essenza delle varie religioni declinate al femminile, lontano dai soliti stereotipi dovuti alla scarsa conoscenza. In rappresentanza della Diocesi di Pescia, è intervenuto il vescovo monsignor Roberto Filippini, che riveste anche il ruolo di membro della commissione episcopale nazionale per il dialogo ecumenico e interreligioso. In rappresentanza dell’Islam, è intervenuto Elzir Izzedin, Imam di Firenze e presidente onorario dell’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche in Italia. Mariam Sahi ha portato invece la testimonianza della condizione femminile delle donne musulmane in Italia. Oana Adriana Cuzman ha portato il contributo della Chiesa ortodossa rumena di Montecatini, mentre Silvia Nannipieri è intervenuta come delegato del vescovo di Pisa per il dialogo con i cristiani e le altre religioni.
«Questo incontro era stato programmato da tanto tempo – ha affermato la presidentessa della sezione della Fidapa, Angela Bartoletti – e ha avuto un successo ben superiore alle nostre attese. La presenza del pubblico è stata rilevante e i relatori e le relatrici sono stati bersagliati di domande. L’aspetto più positivo che è emerso, è stato il desiderio di reciproca conoscenza. Noi riteniamo che solo la conoscenza rappresenti la chiave per aprire la porta di ogni incomprensione. In qualità di presidentessa della Fidapa, mi impegno sin da adesso a proseguire questo cammino di approfondimento della condizione femminile, attraverso altri incontri in cui, dalla dimensione religiosa, si possa analizzare ogni aspetto della condizione femminile».
Alle prossime iniziative, parteciperà anche una rabbino donna in rappresentanza delle comunità ebraiche riformate d’Italia. Infatti, mentre le comunità ortodosse escludono le donne dalla celebrazione del culto, fra gli ebrei riformati le donne rabbino sono da sempre una realtà molto numerosa. «E questo potrà già essere uno spunto per addentrarci in un terreno tanto interessante quanto complesso».
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