Italia
«L’affidamento diretto degli stalli di sosta è vietato dal codice»
Il rappresentante dem Ennio Rucco invita la giunta a ritirare il provvedimento dall’ordine del giorno del consiglio comunale
David Meccoli
MONTECATINI. «L’affidamento diretto del servizio di gestione degli stalli di sosta alla Montecatini Parcheggi va contro il Codice degli appalti». A dirlo è Ennio Rucco (Pd), che invita l’amministrazione comunale a ritirare dall’ordine del giorno del consiglio comunale l’atto di rinnovo diretto dell’affidamento alla società guidata da Gianluca Calzolari (ex assessore della giunta Severi).
«Nonostante due proroghe del vecchio contratto motivate proprio con la necessità di seguire le procedure di legge (e su cui abbiamo sorvolato) – dice Rucco – a pochi giorni di scadenza della seconda proroga la giunta ha predisposto atti che prevedono un affidamento diretto, senza aver in precedenza espletato l’indagine di mercato prevista dal codice degli appalti». E questo è avvenuto, secondo il consigliere dem, anche se il Consiglio di Stato ha chiarito, con una recente sentenza, che «gli enti che intendono affidare in house servizi pubblici hanno l’obbligo di dimostrare il fallimento del mercato, cioè la sua incapacità di offrire il servizio alle medesime condizioni qualitative, economiche e di accessibilità».
«A Montecatini, di contro – prosegue Rucco – si sta andando a un affidamento diretto senza alcuna indagine rafforzata, nonostante un contesto legislativo e giurisprudenziale molto chiaro. Questa forzatura ci costringe ad adottare tutte le iniziative a tutela della correttezza del procedimento amministrativo. È da inizio mandato che suggeriamo all’amministrazione di procedere, ma si è perso tempo e adesso si cerca la strada più corta, rischiando di fare danni alla società e ai dipendenti».
«Se ci saranno problemi nella continuità del servizio, tutto questo sarà responsabilità dell’amministrazione e dell’assessore delegato», conclude il consigliere Pd.
«Si dovevano prima confrontare offerte diverse con le medie di mercato – gli fa eco Simone Magnani (M5S) – fare uno studio e la documentazione doveva essere portata prima in approvazione in giunta. E si badi bene che non si tratta di formalità: il rischio è che, qualora emergessero problemi procedurali, si possa arrivare alla revoca dell’affidamento».
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