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Terme con il fiato sospeso, InTax chiede una proroga

Simona Peselli
Terme con il fiato sospeso, InTax chiede una proroga

Alla società che dovrebbe acquisire la maggioranza delle azioni della Spa concessi altri dieci giorni di tempo per entrare in possesso di altre informazioni

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MONTECATINI. L'11 novembre, quello che avrebbe dovuto essere per le Terme di Montecatini Il giorno delle risposte, è diventato il giorno per ripartire con il conto alla rovescia. Un rinvio fino al 22 novembre, una ulteriore proroga di dieci giorni richiesta dalla InTax (International tax advisor limited) per continuare a esaminare la documentazione della Società Terme di Montecatini Spa.

D'altra parte non si tratta di un acquisto semplice quello che dovrebbe portare la società InTax – l'unica che è stata ufficialmente ammessa al bando di acquisizione delle quote di maggioranza – a offrire a Montecatini la possibilità di diventare uno dei principali centri termali a livello internazionale.

InTax è una società con sede legale a Londra che si occupa di finanza, gas, energia e da qualche tempo ha rivolto l'attenzione anche al mondo alberghiero acquistando strutture ricettive in Francia e in Spagna. La società ha prospettato ben 110 milioni di euro da destinare alle Terme di Montecatini.

Se le cose fossero andate come previsto, ieri alle 13 sulla scrivania dell'amministratore unico sarebbe dovuta arrivare la famosa busta con dentro un assegno a garanzia di centomila euro.

«Ci sono stati chiesti ulteriori dieci giorni – conferma l'amministratore unico Alessandro Michelotti –. Dopo aver consultato i soci (Comune e Regione) abbiamo deciso di acconsentire alla richiesta. Quindi è tutto rinviato al 22 novembre».

Un percorso importante che ha visto in campo professionisti e protagonisti dell'alta finanza per quella che, se si concretizzerà, risulterà essere la più grande operazione economica e commerciale per la città di Montecatini. Con 110 milioni di euro garantiti dalla Deutsche Bank la società InTax, rappresentata dal commercialista pistoiese Stefano Fabbri, legale rappresentante e presidente del gruppo, è rimasta l'unica pretendente della maggioranza delle quote.

Ha sede a Londra anche se il suo amministratore è molto conosciuto nella provincia pistoiese. Ieri la Intax avrebbe dovuto presentare l'offerta irrevocabile e un piano di sviluppo, oltre alla cauzione con un assegno da centomila euro. Indispensabile una ricapitalizzazione di 35 milioni per ottenere il pacchetto di maggioranza, che andrebbe a coprire l'indebitamento, corrispondente a circa il 65 per cento delle quote.

Sui social il primo a comunicare e a rassicurare la cittadinanza a proposito del rinvio è stato Simone Magnani, il presidente della commissione partecipate.

«Non è possibile fare la “due diligence” (l'attività di approfondimento di dati e di informazioni, nda) di una società così complessa in trenta giorni, i tempi erano sbagliati all'inizio – ha dichiarato Magnani –. La proroga è ovviamente regolare in questo caso e non è necessariamente una brutta notizia. Poi bisogna capire se un'offerta è da considerarsi una buona notizia o meno. Ho la mia idea e sto lavorando nonostante tutto e tutti. Nessuno, spero, credo voglia vedere le Terme fallire».

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