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Terme nell’Unesco, altolà da Roma «Ora per restarci bisogna lavorare»

David Meccoli
Terme nell’Unesco, altolà da Roma «Ora per restarci bisogna lavorare»

Parla la dirigente del Ministero dei beni culturali  «Il percorso non si esaurisce con l’ingresso nell’elenco»

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David Meccoli

Montecatini. «Il percorso Unesco non si esaurisce con l’ingresso nel patrimonio dell’umanità: adesso ognuno potrà e dovrà dare il suo contributo, ma prima serve una rete formata da istituzioni, stakeholder e intera comunità, e che questa sia coordinata da un piano di gestione condiviso». È questa l’indicazione che arriva dal servizio Unesco del Ministero della Cultura e che sarà sviluppata oggi dalle 15 al Grand Hotel Plaza e Locanda Maggiore, nel corso del convegno “Montecatini Terme, la spa giardino d’Europa nel patrimonio Unesco”, organizzato da Federalberghi Apam.

Obiettivo dell’incontro sarà non solo discutere sulla storia e i contenuti di una candidatura che ha portato la città e le sue terme nel patrimonio mondiale dell’umanità, ma gettare soprattutto uno sguardo al futuro, alle opportunità e agli impegni da mettere in campo.

E intanto arrivano da Roma proprio alcuni “consigli” su come gestire il percorso. «La candidatura Unesco – dice Mariassunta Peci, dirigente servizio Unesco Ministero della Cultura – è una grande opportunità per Montecatini, in quanto da sempre alimenta un grosso interesse, anche turistico, a livello internazionale. Ed è un percorso che non ha termine, ma è virtuoso e prosegue nel tempo. Ma è necessario creare un legame forte con l’intera comunità cittadina. Serve, in altre parole, un patto con la città, con il quale ognuno potrà dare il suo contributo. Per farlo non si dovrà però agire autonomamente, ma seguendo un preciso e condiviso piano di gestione in cui il nostro ufficio al Ministero potrà svolgere un lavoro di tessitura. Lo Stato, infatti, non abbandonerà mai questo percorso e continuerà a seguire la realizzazione dei progetti».

Poi la dirigente fa anche un esempio: «Potremmo mettere in campo un’azione coordinata con l’obiettivo di valorizzare le opportunità che possano emergere nei confronti degli edifici termali non utilizzati. Errori da evitare? Proprio quello di andare da soli, non riferirsi - nelle scelte - alle istituzioni dello Stato».

Tra i relatori del convegno anche Claudia Massi, architetto esperta della candidatura della città nell’Unesco. Che dice: «Montecatini è stata l’unica città italiana presa in considerazione per la candidatura, perché è nata e si è sviluppata come città termale moderna al pari di altre in Europa, per esempio Vichy o Bath. Quindi non solo stabilimenti termali, ma anche villini per ospitare le famiglie dei medici, parchi, alberghi. Ora c’è una visibilità che prima non avevamo, ma la città sarà anche costantemente monitorata nelle sue azioni e nel suo sviluppo: dobbiamo cogliere questa opportunità e dobbiamo essere bravi nel comunicarla all’esterno. E prendere a esempio la città di Ivrea, che è riuscita ad attrarre tanti investitori proprio grazie al riconoscimento ricevuto. Dobbiamo rendere partecipi la popolazione, mantenere la nostra vocazione termale e fare rete con le altre città termali europee».

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