Il dolore
Ecco chi potrà dire «A quella cena io c’ero»
Montecatini. «E poi si dirà… Io c’ero». Questa la significativa scritta che campeggiava sotto il logo del Grand Hotel & La Pace nella brochure patinata del menu consegnato ai commensali, sempre opera dell’onnipresente Sergio Luporini. Di seguito si leggevano i nomi di chi, oltre a quelli menzionati qui accanto, ha vissuto attimo per attimo l’importante ricorrenza, suddivisi per reparto a partire dalla blasonata cucina.
Ai fornelli il super pluridecorato chef Alvaro Bartoli, fresco di pensione, che si diletta comunque ad insegnare a mangiar bene nelle accademie giapponesi, il versiliese Angelo Gatta, il settentrionale d’origine Daniele Pedretti, il silente Marco Ballini, il pasticciere Daniele Grieco, adesso titolare di “Sweet” con l’inseparabile moglie Michela (figlia di pasticciere). Poi i camerieri all’etage Angelo Benedetti ed il grande veterano Lido Disperati , i camerieri di sala, Stefano Biondi, Fabio Ricciarelli, la bandiera Luciano Bandini (44 stagioni a La Pace) ancora in attività e direttamente da Città di Castello (un viaggetto non da poco) Francesco Clamori. I facchini Danilo “omaccio” Darini e Massimo Giovanelli, figlio e nipote d’arte, il bagnino Emiliano Nesti e, a chiudere, gli impiegati di ricevimento Roberto Grazzini, ora votato anima e corpo al giornalismo, il gucciniano Alessio Baroncelli ed il poliedrico Donato Vernino. Loro potranno dire «Io c’ero».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
