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AMBIENTE 

Discarica abusiva nella riserva del Padule

Luca Signorini
Discarica abusiva nella riserva del Padule

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MonsummanO. In quella mega discarica abusiva di rifiuti si è imbattuto l'assessore Arcangelo Crisci, nella sua consueta ricognizione sul territorio. Dentro un fosso ai margini della riserva naturale La Monaca-Righetti, nel Padule di Fucecchio, c'erano una ventina di grossi sacchi neri ben sigillati. Semi nascosti tra l'erba e le sterpaglie, non sfuggivano però alla vista data la dimensione dell'abbandono, avvenuto probabilmente in orario notturno in una zona di campagna dove nei dintorni non ci sono abitazioni e, per questi delinquenti, occhi indiscreti che potevano coglierli in flagranza di reato.

Si tratta di una delle più grandi discariche a cielo aperto rinvenute almeno di recente a Monsummano, città certo non nuova a episodi del genere. «Ho subito chiamato la nostra polizia municipale per l'immediato recupero dei sacchi dal corso d'acqua, il rischio concreto è che con le prossime piogge potessero andare dispersi all'interno del Padule producendo inquinamento in un'area protetta – spiega Crisci – appena recuperati, gli agenti si sono messi al lavoro per analizzarne il contenuto e cercare delle tracce per poter risalire agli autori dell'abbandono. Le indagini sono in corso».

Aggiunge Crisci: «Il comandante Franco Magrini e il suo vice Federico Romani stanno facendo un ottimo lavoro e stanno avendo buoni risultati sul fronte reati ambientali e protezione del territorio. Sono sicuro che saranno rintracciate anche le persone che hanno gettato questi venti sacchi nel torrente».

Nonostante tutto l'impegno del Comune, la piaga dei rifiuti abbandonati non è ancora sconfitta e anzi si ripresenta con troppa frequenza. La battaglia contro gli incivili è portata avanti con un sistema di videosorveglianza dotato di tre telecamere mobili e di venticinque in postazione fissa, che verrà integrato nel 2022 con l'acquisto di un drone.

Inoltre, tra le intenzioni dell'amministrazione comunale c'è la costituzione di uno specifico nucleo di vigili urbani specializzati nel contrasto ai reati ambientali, formato da quattro agenti. Di recente, tra l'altro, è stato avviato il progetto “sentinelle del territorio”: tramite Whatsapp e Telegram, attivati su un numero di telefono indicato dal municipio, tutti i cittadini possono inviare le foto degli abbandoni, che saranno geolocalizzate in tempo reale per un pronto intervento ambientale. L'obiettivo è la rapidità dell'intervento nel tentativo di individuare il trasgressore. Una sorta di task force anti abbandoni indiscriminati, che visto l'ultimo ritrovamento in Padule ha molto lavoro da fare.



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