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Medicina prepara la festa di San Martino tra necci e vin brulé

Annalisa Ercolini
Medicina prepara la festa di San Martino tra necci e vin brulé

Il 14 novembre una giornata alla riscoperta dei sapori antichi Presente anche il mercatino dell’usato per la Pro Loco

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Annalisa Ercolini

MEDICINA. Torna la festa di San Martino a Medicina. Domenica 14 novembre, nel borgo montano, si terrà appunto il Mercatino di San Martino: bancarelle dell’usato allestite dai paesani e quelle dell’artigianato con gli artisti di Pandora, in cui trovare oggetti per ogni gusto.

Ma non solo, ci sarà anche la possibilità di assaggiare i prodotti locali: necci, castagnaccio, caldarroste e molto altro.

Ad annunciarlo il presidente della Pro Loco di Medicina: «Per chi ancora non è mai stato nel nostro paese – ricorda il presidente Alessandro Vicini – potrà essere una buona occasione per visitarlo».

Medicina celebra l’autunno e recupera una sua storica festa. Racconta Franca Ercolani abitante del borgo: «Una volta facevano le frugiate in piazza la sera prima di San Martino e all’ultima persona che si era sposata gli si mettevano le corna in capo. Era una festa in cui si ballava, ma non grandi cose. Era il tempo delle castagne».

Mentre Fabiana Orsi ricorda: «La festa di San Martino riporta ai nonni. Era la festa dell’appartenenza a un territorio che, da contadini, per quanto li provasse, amavano. Ognuno con le proprie espressioni, per cui la farina di castagne, frutto del canniccio del nonno, bolliva nelle pentole della nonna e diventava deliziose frittelle con la ricotta. L’odore del mosto profumava le strade e il nonno ci faceva assaggiare il primo succo “governato” della vendemmia, misurandolo perché stordiva. Mamma faceva i maccheroni mentre mia sorella e io, con diverso successo ed entusiasmo (lei operosa, io sfaccendata, vagabonda), partecipavamo all’organizzazione di quell’unico pranzo annuale che, dopo la messa, si teneva rigorosamente a casa dai nonni».

Ci sarà anche l’azienda agrituristica Albero e Foglia – Bosco delle Fate, su prenotazione si potrà degustare: taglieri, farinata e trippa e ancora necci e vin brûlé. «Il 50% del ricavato della vendita del mercatino dell’usato – continua Vicini – sarà donato alla Pro Loco per finanziare attività e migliorie nel borgo».

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