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Leonello Spadoni torna a casa dopo sei mesi di lotta al Covid

Simona Peselli
Leonello Spadoni torna a casa dopo sei mesi di lotta al Covid

Il noto ristoratore è stato festeggiato dal figlio Andrea e da tutta la sua famiglia «Vaccinatevi, meglio una punturina che dover passare ciò che è capitato a me»

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Simona Peselli

PONTE BUGGIANESE. Tanto amore della famiglia, la perseveranza dei medici e le canzoni di Renato Zero. Sembrava quasi impossibile, ma Leonello Spadoni, 65 anni compiuti in ospedale il mese scorso, è guarito dal Covid ed è tornato nella sua casa di via Boito a Ponte Buggianese.

Ha sconfitto il Covid che lo avevo ridotto a un passo dalla morte. È rimasto ricoverato per quasi sei mesi, ma alla fine ce l’ha fatta ad uscire da questo maledetto incubo.

«Mio padre è stato portato via con urgenza dall’ambulanza l’11 maggio – racconta il figlio Andrea – . Dopo sei giorni è stato intubato e da Pescia trasportato a Careggi dove è rimasto fino a settembre. Poi l’hanno trasferito al Don Gnocchi per la riabilitazione. Oggi finalmente (ieri, nda) è riuscito a rivedere la sua casa».

La strada è ancora lunga, perché il percorso di riabilitazione per Leonello non è ancora terminato. Sul suo corpo l’infezione del Covid ha colpito duramente.

«Ha rischiato di morire – conferma Andrea – basta pensare che per 40 giorni è stato in terapia intensiva. Era intubato e in coma. Proprio in quei giorni gli ho fatto ascoltare le canzoni del suo cantante preferito, Renato Zero: “La favola mia” e “I migliori anni della nostra vita”. Adesso lui non ricorda nulla, ma quando sentiva questa musica sembrava stare meglio».

“ La favola mia”: Leonello Spadoni è molto conosciuto nel mondo della ristorazione per aver gestito da sempre la sua pizzeria di Chiesina Uzzanese che porta proprio il nome del successo di Renato Zero.

«Mia madre Carla – ricorda Andrea – non ha mai chiuso l’attività. Abbiamo resistito e insieme ai nostri dipendenti siamo andati avanti, nonostante tutto. Clienti amici e parenti avevano la grande speranza, insieme a noi, di vedere Leonello tornare a casa».

Un panino alla mortadella e una pizza quattro stagioni, naturalmente tutto preparato espresso dal suo ristorante: questo il primo pranzo normale dopo quasi sei mesi di Leonello Spadoni. «Da domani la dieta prescritta dai dottori – sorride Andrea – ma oggi per premio speciale abbiamo fatto uno strappo alla regola. Il babbo aveva questo desiderio e proprio non potevamo dirgli di no».

Leonello (che ieri al suo arrivo ha ricevuto anche la visita e gli auguri di bentornato dei sindaci di Ponte Buggianese e di Chiesina Uzzanese) è felice di rivedere la sua casa, è consapevole di essere un sopravvissuto e di aver vinto una grande guerra. «Non bisogna proprio sottovalutare questo terribile virus – afferma Leonello – capace di distruggere anche il fisico più sano. Per questo faccio un appello di cuore a tutte le persone: Vaccinatevi. Vaccinatevi il prima possibile. Meglio una punturina piccola che dover subire e passare tutto quello che mi è capitato. Ho rischiato di morire. Sono proprio felice di essere tornato a casa mia».

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