Gioco
Tornano i furti a raffica di fiori e piccoli oggetti nei giorni del ricordo
MONSUMMANO. Rubare i fiori al cimitero. Un vizietto non solo italiano. Li staccano dalle lastre di marmo, da una lapide. C’è chi li prende per rivenderli. Chi per portarseli a casa, chi per metterli sulla tomba di un suo caro estinto senza dover spendere nulla.
In ogni caso il furto dei fiori al cimitero è uno di quei reati e gesti odiosi. Di quelli che fanno perdere la pazienza anche alle persone più tranquille. Ogni tomba rappresenta un legame con chi resta. Pulire i sepolcri, mettere le composizioni floreali, un vaso particolare, un pelouche, un rosario. Piccoli oggetti, dai significati nascosti per gli altri, non per i diretti interessati. Eppure c’è chi ha “il pelo sullo stomaco”, chi non si scompone a portar via fiori e giocattoli anche dalle tombe dei bambini. Ci vorrebbero le telecamere e una speciale’rieducazione per chi ha il coraggio di portarsi a casa le cose dei morti.
Anche quest’anno al cimitero di Monsummano non sono mancate le sparizioni. Quelle belle composizioni che soprattutto per la ricorrenza dei morti arricchiscono le lapidi hanno fatto gola a qualcuno. E la rabbia è salita nei parenti, quelli che rimangono. Chi appena può corre dal proprio caro anche sono per una preghiera o un saluto, in molti sono veramente arrabbiati. Facebook come luogo dove gridare tutta l’impotenza per l’ingiustizia subita.
Basta un post per scatenare una fila di racconti. “Possibile che non si faccia in tempo a mettere un mazzo di fiori che poco dopo sparisce”, si sfoga un cittadino. “A me hanno portato via anche il vaso incollato alla tomba”, chiosa una signora. “Per non parlare delle corone, non hanno neppure la decenza di aspettare un giorno dalla morte”. “Ci vogliono pene severe per chi compie questi gesti”, ribatte un utente. “Bisogna incatenarli i fiori, ma riuscirebbero a prenderli lo stesso”, fa eco una donna con il padre appena seppellito che il giorno dopo ha trovato i vasi vuoti.
“Se qualcuno non ha soldi per comprarli, offro io – si propone un giovanotto –. Ma se mi accorgo che chi prende i fiori dalla tomba di mia madre lo fa per rivenderli, allora la faccenda cambia”.
Tutti auspicano alla possibilità che venga installato una sistema di sorveglianza, per scongiurare il persistere di questa brutta e triste abitudine.
Simona Peselli
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