La manifestazione
Medicinali gratuiti a chi ha bisogno
Encomio della sindaca Gilda Diolaiuti a Farmadono che da due anni assiste i malati in difficoltà economiche
Giancarlo Fioretti
PIEVE A NIEVOLE. La sindaca Gilda Diolaiuti ha rivolto un encomio ufficiale a Farmadono, la realtà associativa che fornisce aiuti medici e supporto sanitario a oltre 500 famiglie residenti nel comune. Insieme al riconoscimento della prima cittadina, è giunto anche quello del prefetto di Pistoia Gerlando Iorio, per l’impegno profuso durante l’emergenza covid.
Nata da un’idea della dottoressa Rita Lunigiano, prontamente accolta e supportata dal parroco di Pieve a Nievole don Alberto Tampellini, Farmadono riesce a coprire le esigenze sanitarie di quella fascia della popolazione pievarina che, per vari motivi, non riesce più con serenità ad approcciarsi all’acquisto dei medicinali.
«Svolgendo la professione di farmacista – ci dice la dottoressa Rita Lunigiano – ho potuto verificare le difficoltà di molte famiglie nell’acquisto di farmaci. Mi è sembrato naturale investire della questione don Alberto che, senza esitazioni, ha messo a disposizione alcuni locali della parrocchia per quella che, nel frattempo, mi era sembrata la soluzione migliore: creare cioè una struttura che dispensasse gratuitamente i farmaci a chi ne ha realmente bisogno ma non può acquistarli perché in difficoltà economica. Era il 2019 e adesso, a due anni di distanza, sono fiera di quello che è riuscita a fare finora Farmadono. Attualmente i giorni di distribuzione sono il mercoledì dalle 16 alle 18 e il sabato dalle 10 alle 12».
Ben presto il tam tam della solidarietà ha portato alla formazione di una squadra di una dozzina di volontari, cui ben presto si sono aggiunti medici e infermieri professionali poiché, per legge, i farmaci possono essere dispensati soltanto da loro.
«Gran parte delle medicine che riusciamo a distribuire gratuitamente a chi ne ha bisogno – continua la farmacista – ci viene fornita dalla Fondazione Banco farmaceutico. Quest’organismo si occupa di ritirare dalla grandi aziende farmaceutiche i surplus di produzione, oltre che i farmaci prossimi alla scadenza che devono quindi essere somministrati in tempi rapidi. Inoltre, il giorno della Colletta del farmaco, che generalmente si svolge a febbraio, contribuisce a rimpinguare le scorte di questa fondazione che, in tempi rapidi, vengono poi ripartite fra tutte le realtà che ne hanno bisogno».
Per individuare coloro che hanno realmente necessità di questo servizio, essenziale è la funzione dei Centri ascolto Caritas, autentici presidi contro la povertà
«La struttura organizzativa della Caritas – conclude Rita Lunigiano – è stata essenziale per la riuscita di questa importante operazione di vicinanza al prossimo. Grazie alla Caritas, è stato possibile per noi anche affrontare momenti difficili come quello della pandemia, e saper dare una risposta adeguata all’improvviso arrivo dei profughi afgani bisognosi, fra le altre cose, anche di farmaci per varie patologie».
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